Il Tirreno

Versilia

Appello a Napolitano per i Poveri Vecchi

Appello a Napolitano per i Poveri Vecchi

La Casa di riposo versa in condizioni economiche difficilissime. Servono contributi immediati

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Un’istituzione da salvare, quella della casa di riposto “Poveri vecchi” di Viareggio per la cui sopravvivenza si è mosso il professor Guido Brunetti, residente a Roma ma molto legato alla nostra città, con un appello al Presidente della Repubblica, al sindaco Betti e a Diego della Valle. È un caldo, forte appello che viene rivolto agli Enti pubblici e privati, a quelli finanziari ed economici, e a tutte le persone che hanno a cuore le sorti di queste splendide persone, ospiti del "Sacro Cuore" di Viareggio. Una gara di solidarietà alla quale partecipa immediatamente lo stesso professor Brunetti, intervenuto concretamente, con una somma donata alla comunità di anziani.

«Costruito nel 1920 sul terreno del vecchio cimitero viareggino per accogliere gli anziani indigenti, Il Sacro Cuore si è basato sin dall'inizio - spiega l'amministratore delegato Adolfo Giannecchini - sull'offerte dei viareggini per svolgere la propria attività. Oggi i tempi sono cambiati, i contributi che ci venivano offerti con la lira erano decisamente superiori a quello odierni in euro e la gestione del nostro Istituto ne ha risentito. Sia ben chiaro che la ristrutturazione e la messa norma dell'edificio non ha influito sulla gestione della nostra casa di riposo perché è stata fatta con la vendita di immobili e con l'utilizzo di contribuiti europei . Quello che oggi ci penalizza è la gestione ordinaria, fortemente penalizzata dalle inadempienze dell'Asl e dai contributi a dir poco scarsi del Comune».

La Asl - ricorda Giannecchini - «prima della ristrutturazione aveva promesso un contributo di circa 360mila euro per 20 anziani non autosufficienti. Nel 2010, in realtà , ci ha comunicato che ci avrebbe pagato per 10, in pratica dimezzandone l'importo. Il Comune , che dovrebbe assistere i pensionati sociali, quelli più bisognosi, ci dà solo invece 2.200 euro al mese, una cifra ridicola. Appare chiaro che, con queste entrate, l'amministrazione ordinaria è a dir poco impossibile». La domanda che pone Giannecchini è: «Perché il Comune, come ha fatto con la Fondazione Carnevale o quella Pucciniana, non istituzionalizza, erogandole un contributo adeguato, questa impresa sociale? Visto che c'è un accordo datato addirittura 1929 fra l'amministrazione comunale e il nostro Istituto...Voglio però rivolgere un appello anche ai viareggini. Le famiglie in città sono circa 18mila, ma quello che potrebbero farlo sono 15mila: se tutte queste persone ci dessero un euro al mese ci fornirebbe un aiuto importa mentissimo. E poi perché non devolvere un importo , anche minimo, del costo del biglietto del Carnevale?».

Tutte questo domande sono s tate rivolte anche al Sindaco Betti che recentemente ha visitato il Sacro Cuore.

Angelo Cupisti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa