Il lutto
Il sindacato Fsi: in Toscana tante poltrone e pochi medici
VIAREGGIO. L’unica vera riforma fatta in questi anni è stata la moltiplicazione delle poltrone, a cui è seguita in maniera inversamente proporzionale la diminuzione di medici e infermieri. È l’accusa...
VIAREGGIO. L’unica vera riforma fatta in questi anni è stata la moltiplicazione delle poltrone, a cui è seguita in maniera inversamente proporzionale la diminuzione di medici e infermieri. È l’accusa che il sindacato autonomo Fsi rivolge alla Regione.
«Il servizio sanitario regionale toscano - si legge in una nota - che si prefigurava come uno dei migliori a livello nazionale ha iniziato il suo declino in questi ultimi anni, con la riorganizzazione dello stesso attraverso la Legge regionale 40 del 2005, che prevedeva la nascita delle Aree Vaste e la creazioni di enti quali Estav e Società della Salute. Le risorse impiegate in questi progetti, voluti fortemente dall’allora assessore regionale Enrico Rossi, attuale governatore della Regione, sono state molte, ma hanno prodotto soltanto un moltiplicarsi di dirigenti, un sovrapporsi di competenze di uffici e servizi uno spreco di risorse a discapito della vera sanità e dei malati. Il personale infermieristico, Oss, Amministrativo, Tecnico ecetera, si è trovato coinvolto in una riorganizzazione, volta solo a trovare la maniera di salvare e forse nascondere i reali conti della sanità toscana, oramai al collasso economico dopo i fatti di Massa e di altri Enti Sanitari».
«Adesso - prosegue la nota - le uniche parole che sentiamo sono “Chi ha sbagliato pagherà”. Bene, pagheranno gli infermieri costretti a turni massacranti, a rientri su rientri per ovviare a carenze o disorganizzazione di personale oramai croniche con stipendi bloccati da anni che non aumentano, al contrario aumentano le loro competenze e responsabilità; pagheranno i medici sottoposti a continui tagli di personale e alle prese con una organizzazione oramai deficitaria sotto tutti i punti di vista ed infine pagheranno i cittadini che si troveranno a dover combattere con una sanità sempre meno efficiente, sempre meno pubblica e sempre più privata ed opportunista. Purtroppo non pagherà mai chi di questa sanità è responsabile».
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