Sicurezza
Festa delle baldorie: il pasticcio del Comune
L’amministrazione Betti approva di ufficializzare quella al Varignano Ma nel giro di tre giorni deve ritirare la delibera: troppo pericoloso
VIAREGGIO. Baldoria ufficiale quella del quartiere Varignano. Anzi no. Nel giro di tre giorni, dal 27 al 30 agosto, l’amministrazione Betti ha prima adottato e poi revocato la delibera che istituiva quale baldoria ufficiale quella del Varignano. Le delibere, entrambe a carico della segreteria generale del Comune quale “centro di responsabilità” si sono succedute come un fulmine.
Quella che istituiva il riconoscimento (baldoria del Varignano “adottata” quale “Baldoria ufficiale della città di Viareggio”) prevedeva di «invitare l’associazionismo, le attività commerciali, ed il tavolo di partecipazione del quartiere ad attivarsi per collaborare all’organizzazione della festa». Festa che prevedeva anche un «mercatino», l’«esibizione di artisti di strada ed associazioni sportive». Il Servizio tradizioni popolari (la delega è nelle mani dell’assessore Glauco Dal Pino) - si legge ancora nella delibera 53 del 27 agosto - «curerà il coordinamento delle iniziative e gli adempimenti conseguenti all’adozione del provvedimento».
Tutto ok? Assolutamente no. Tanto che il 30 agosto la delibera di Giunta numero 65 revoca la precedente. Dopo aver «verificato» che nella serata del 7 settembre c’è un altro evento in centro e dunque «non è possibile garantire una gestione protetta della manifestazione attraverso una massiccia presenza delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco». Ma non è solo un problema di organizzazione e/o sicurezza che porta alla revoca del provvedimento. Perché «le stesse realtà associative del quartiere, in considerazione delle caratteristiche particolarmente pericolose della festa durante la quale vengono lanciati botti e petardi oltre che avere la presenza della pira di fuoco, non si sono dichiarate disponibili a garantire attraverso il volontariato uno svolgimento in sicurezza della festa».
Insomma, baldorie saranno ma senza l’egida dell’amministrazione comunale che voleva sancire la tradizione senza aver valutato - la seconda delibera lo spiega bene - il parere dei diretti interessati. Senza contare il fatto che non c’è sette settembre che non veda proteste, problemi, vandalismi, interventi delle forze dell’ordine, residui che nessuno pulisce il giorno dopo e anche in quelli successivi...
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