Il Tirreno

Versilia

Cooperative, sindacati contro Monciatti

Cooperative, sindacati contro Monciatti

VIAREGGIO. Tutto cominciò due anni fa proprio con la crisi che coinvolse il sistema delle cooperative sociali che ruotava intorno alla Misericordia e ne garantiva i servizi. Ne è seguita la...

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Tutto cominciò due anni fa proprio con la crisi che coinvolse il sistema delle cooperative sociali che ruotava intorno alla Misericordia e ne garantiva i servizi. Ne è seguita la cassaintegrazione, e poi è arrivata la riduzione netta di alcune attività (per esempio la casa famiglia per adolescenti). Oggi le cose non vanno meglio, come denunciano Marco Morbidelli, per la Cgil-Funzione pubblica, e Giampiero Guidi per la Cisl-Fisascat. Al punto che - si legge nella nota diffusa dal sindacati - «i lavoratori lamentano il mancato pagamento degli stipendi arretrati di circa sette mensilità». La Misericordia - denuncia il sindacato - «è insolvente» verso le cooperative che a loro volta non riescono a pagare i dipendenti. A complicare le cose si è aggiunto il fatto che «il Magistrato della Confraternita (presieduta a vita da Roberto Monciatti, ndr) ha deciso una bizzarra forma di assegnazione differenziata per dipendente delle cifre dovute almeno in parte. Non tanto sulla base del credito maturato, ma di criteri non comprensibili e assai discutibili, oltre che inopportuni. Perché se è vero che la Misericordia deve il pagamento alle cooperative per effetto del rapporto che ha con le stesse, è altrettanto vero che Comiso e Comise hanno poi il compito di provvedere in forma autonoma e con principi di equità alla erogazione delle somme dovute ai dipendenti, senza indebite interferenze da parte del committente che non ha alcun rapporto diretto con i dipendenti delle società a cui ha affidato in appalto i propri servizi. Fatta salva la responsabilità solidale in caso di insolvenza delle cooperative in regime di appalto e/o affidamento». La Misericordia, invece, a sempre puntato sul rapporto diretto con il singolo lavoratore, spesso ex volontari che della Confraternita hanno fatto davvero parte e non solo per il lavoro svolto.

Così, «in almeno una delle due cooperative - continuano i due sindacalisti - la distribuzione delle somme ai lavoratori è stata effettuata in modo disomogeneo. Mentre nell’altra si è fatto valere il sacrosanto principio della autonomia nella gestione del proprio personale».

I lavoratori, riuniti in assemblea, hanno espresso ai sindacati «tutto il loro disappunto per la situazione che si è determinata. Anche in considerazione del diverso trattamento che la Misericordia riserva al settore telecomunicazioni». (d.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze