Gioco
Nella fattoria le donne imparano un nuovo lavoro
Progetto della parrocchia e dell’associazione Mille Fiori per insegnare un mestiere ai disoccupati
CAPEZZANO. Nella fattoria della parrocchia per imparare un mestiere. È dedicato ad undici donne disoccupate il progetto di apprendistato lavorativo avviato dall'associazione Mille Fiori, la onlus che gestisce la fattoria di via della Capanne di proprietà della chiesa. Il progetto partirà a giorni, grazie all'impegno dei volontari della fattoria ma anche grazie alla disponibilità di due sarte professioniste (Emilia Coppola e Olga Chernysheva) e al gesto di un privato cittadino che ha regalato all'associazione una macchina per cucire. Saranno coinvolte, in questa prima fase, 11 donne disoccupate, per incontri di tre ore ciascuno. Impareranno le tecniche e le basi sartoriali, il taglio, il cucito, le piccole riparazioni, le tecniche di carta-modello, il disegno su stoffa, il ripristino di vecchi indumenti. «Al termine del corso le donne avranno imparato un mestiere. Poi potranno utilizzare le competenze acquisite - ha spiegato Carla Cariddi, presidente della Mille Fiori - come meglio credono. Siamo anche disponibili, se l'intenzione delle partecipanti sarà questo, ad intraprendere un progetto cooperativo qui in Fattoria. Il corso, ora nella parte sud della Versilia, sarà riproposto anche a Seravezza a fine anno e di nuovo nella primavera 2014».
La fattoria ha solo un anno di vita, ma già da assistenza e insegna un mestiere (ad esempio l'apicultore) a ragazzi disabili o a uomini rimasti per colpa della crisi senza lavoro. «La filosofia che ci muove - ha spiegato don Damiano Pacini, priore di Camaiore - è quella che ci ricorda un antico proverbio cinese: a chi ha da mangiare non dare cibo, ma insegna a pescare. I contributi alle famiglie possono servire. Ma sono sempre più convinto che sia importate dare dignità, e la dignità si garantisce con il lavoro». Il progetto di apprendistato nasce dalla stessa onlus, col contributo del Comune di Camaiore e dell'Unione dei Comuni. «Quello che però manca - ha detto uno dei volontari, Valeriano Salvini - è avere un po' di considerazione da parte delle istituzioni.». Una scarsa considerazione che si notava anche nella sala dove è stato presentato il progetto: l'unico assessore al sociale presente era quello di Seravezza, Roberta Lombardi.
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