Il Tirreno

Versilia

Premio Viareggio sottotono

Premio Viareggio sottotono

Formula stanca e uguale a se stessa. Di Stefano in giallo vince per la narrativa

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Serata “salvata” dai saggisti: altrimenti un guizzo, un lampo di luce, la cerimonia del Premio letterario Viareggio-Repaci, edizione numero 84, avrebbe messo in mostra solo gli acciacchi. Ad iniziare da quelli della sala del Centro congressi, per continuare con la lettura delle motivazioni dei giurati, troppo lunghe e contorte perché a qualcuno possa restare in mente cosa ha portato a premiare un libro invece di un altro. Si potrebbe aggiungere il dibattito sul futuro del Medio Oriente che un troppo disinvolto Franco Di Mare ha pensato di intavolare con il collega Bernardo Valli uscendone vincitore, e così non è andata. Per concludere - a qualcuno non è sfuggito - i titoli di coda che scorrevano sullo schermo a serata terminata zeppi di errori.

Ma i tre finalisti per la sezione saggistica hanno animato un po’ la serata. Con un frizzante Emilio Gentile, al quale è andato il premio della presidente Simona Costa per il volume “E fu subito regime. Il fascismo e la marcia su Roma” (edizioni Laterza). Ed il vincitore Giulio Guidorizzi (“Il compagno dell’anima. I greci e il sogno” (Raffaello Cortina editore) che ha lodato il liceo classico cittadino (“Giosué Carducci”): «Il liceo classico - ha sottolineato - fa parte della nostra cultura. E qua a Viareggio ne avete uno di alto livello».

Scontro tutto meridionale, quello tra la Napoli di Maurizio De Giovanni (“Vipera”, Einaudi editore) e la Sicilia di Paolo Di Stefano, vincitore per la sezione narrativa con “Giallo d’Avola” (edizioni Sellerio). Grande assente Aldo Busi al quale è arrivato comunque il messaggio della presidente Simona Costa: «Avremmo voluto averlo qua per festeggiarlo». Frase alla quale un ottimista Di Mare ha aggiunto: «Non sa cosa si perde...».

Commovente e intensa la lettura di una poesia del senese Stefano Del Bianco che al premio è arrivato con “Prove di libertà” (Mondadori) ed un carico di freschezza personale e poetica che meritava la vittoria. Andata, invece, al genovese Enrico Testa, con “Ablativo” (Einaudi editore).

A Bernardo Valli, giornalista che ha girato il mondo, il premio Internazionale Viareggio-Repaci che lo ha portato a “duettare” con il collega Di Mare sui possibili sviluppi della crisi siriana: «Il presidente Obama è finito in trappola...», ha commentato Valli davanti a tutti.

Al Dante (“Il romanzo della sua vita”, edizioni Mondadori) di Marco Santagata è andato il premio per la filologia dedicato a Rosanna Bettarini, ex presidente del Viareggio Repaci prematuramente scomparsa, e filologa di fama. Un premio istituito con il contributo della Regione. E, a proposito di contributi, grande protagonista della serata la Fondazione Cassa di risparmio di Lucca che ha reso possibile i premi ai vincitori. (d.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze