La protesta
Gaia, salta l’intesa su Andrea Palestini A Forte la presidenza
VIAREGGIO. Domenica di telefonate ed incontri frenetici, quella di ieri, tra i sindaci della Versilia alla ricerca dell’accordo sul nominativo del nuovo presidente di Gaia, l’azienda dell’acqua....
VIAREGGIO. Domenica di telefonate ed incontri frenetici, quella di ieri, tra i sindaci della Versilia alla ricerca dell’accordo sul nominativo del nuovo presidente di Gaia, l’azienda dell’acqua. Viareggio e Camaiore, con Leonardo Betti e Alessandro Del Dotto, nel tardo pomeriggio sembravano aver l’accordo sul nome di Andrea Palestini, ex sindaco, ex consigliere provinciale, attualmente consigliere provinciale del Pd e presidente del consiglio di Palazzo Ducale. Pronto a dimettersi dagli incarichi in Provincia, non appena l’assemblea della società idrica, prevista per questa mattina, ne avesse formalizzato l’incarico.
Nella notte, però, è tutto saltato. Ed il Comune di Viareggio non avrà né la presidenza, nè un consigliere d’amministrazione di nomina politica. Nonostante da giorni la trattativa avviata dal sindaco Betti (prima sul nome di Massimo Lucchesi, ex candidato alle primarie e poi su quello di Palestini) fosse stata motivata apertamente, davanti agli altri sindaci, con il “diritto” di Viareggio ad esprimere il presidente avendo il 21% delle quote.
Il presidente, invece, sarà espressione del Comune di Forte e nel cda siederà il membro indicato da Carrara: Argante Mussi, segretario comunale del Partito democratico.
Una sfida, insomma, tutta interna al Pd, che ha visto il sindaco di Viareggio, Leonardo Betti, ben deciso a portare a casa una presidenza viareggine. Salvo poi capitolare. Dopo che, nell’incontro tra Comuni di ieri pomeriggio, ci ha messo lo zampino” il sindaco di Forte, Umberto Buratti. Che a sorpresa ha tirato fuori dalla manica il nome di Clorinda Martinengo, ex assessore al personale.
Nella serata di ieri l’ipotesi Martinengo veniva data per possibile con il favore anche di Viareggio. Che pure era in dirittura d’arrivo nell’intesa con Camaiore.
Poi, prima di mezzanotte, il Pd versiliese ha perso la scarpetta dell’unità. E la carrozza dell’accordo Viareggio-Camaiore è tornata ad essere una zucca. Per Viareggio, però, non ci sarà principe azzurro: il Comune con il 21% delle quote, che con l’azienda idrica dovrebbe giocare la partita dei crediti dovuti, mette nel cda un funzionario comunale. Alla fine di questa brutta vicenda resta un’unica certezza: l’azienda dell’acqua è tra le più importanti per il rapporto tra chi amministra e cittadini. Puntare - nell’attuale momento di crisi - su chi, partendo dalla propria esperienza professionale, guardi al solo recupero dei crediti significa non avere la percezione del conflitto sociale che alcuni Comuni della Versilia, e tra questi Viareggio, si troveranno a vivere all’avvio dell’autunno alle porte.
Donatella Francesconi
riproduzione RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
