Il Tirreno

Versilia

piazza dante

Firme contro la sala Snai Il gestore: siamo esasperati

Firme contro la sala Snai Il gestore: siamo esasperati

VIAREGGIO. «Così non ce la facciamo più...»: Alfredo Rooms, uno dei soci della sala Snai che andrà ad aprire in piazza Dante, all’angolo con via Verdi, così commenta l’iniziativa presa in alcuni...

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. «Così non ce la facciamo più...»: Alfredo Rooms, uno dei soci della sala Snai che andrà ad aprire in piazza Dante, all’angolo con via Verdi, così commenta l’iniziativa presa in alcuni palazzi della zona. Dove i condomini si sono fatti promotori di una raccolta di firme da portare alla senatrice Manuela Granaiola (Pd) in vista dell’incontro che il sindaco avrà con il Prefetto il 9 settembre.

La richiesta - messa nera su bianco - è quella di non aggiungere nella zona un’altra attività commerciale che «contribuirebbe a peggiorare le condizioni dell’area». Già costretta a subire - così si esprimono i promotori dell’iniziativa - bivacchi e «i gravi fatti reato già verificatesi».

Alla senatrice Granaiola chi firmerà la lettera chiede di «farsi autorevole portavoce presso le autorità competenti delle nostre istanze in relazione alla problematiche della piazza e dei connessi profili di ordine e sicurezza pubblica».

Ad autorizzare o meno l’apertura della sala scommesse dovrà essere il Questore di Lucca, in quanto autorità competente per questo tipo di licenze. La domanda, presentata nei giorni scorsi dai titolari della sala, dovrà avere una risposta entro due mesi. Ed è infatti per ottobre che l’attività dovrebbe venire avviata.

Alfredo Rooms ha già ribadito pubblicamente che «le sale scommesse non sono più quelle di una volta. Abbiamo obblighi precisi, i minorenni non possono entrare, c’è controllo sul gioco e avevamo già intenzione di posizionare una telecamere all’esterno del locale».

I questi giorni nella piazza della stazione sono arrivati gli agenti della polizia municipale, come da impegno preso dal sindaco Leonardo Betti nell’incontro con il comitato cittadino che si è formato in zona. Ed almeno i bivacchi, con decine di stranieri in attesa di accedere all’Internet point seduti sul marciapiede e sulle soglie dei portoni dei palazzi. I commenti dei residenti sono positivi: «Non c’è più nessuno», raccontano i residenti. Ed il colpo d’occhio, nel pomeriggio con i vigili presenti, lo conferma.

Certo, la piazza ha ancora problemi. A cominciare dal fatto che tra le attività in via di chiusura c’è anche lo storico mini-market: «Ventidue anni di gestione familiare sono tanti- raccontano i titolari - e la stanchezza si fa sentire». In vendita questo negozio, così come la pizzeria al taglio in via Mazzini, all’angolo con la piazza. Ma tra le questioni da affrontare c’è anche quella del presidio Polfer: tredici persone, l’impossibilità di controllare anche la piazza, ed il posto di polizia dentro la stazione chiuso ogni volta che gli agenti sono in servizio sui treni.

Donatella Francesconi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini