Toscana
La storica focata diventa un fuochino «Non fatela più»
FORTE DEI MARMI. La questione sta diventando annosa, e popola ormai i social network del giorno dopo: la focata della vigilia di Sant’Ermete, così com’è ridotta, sembra aver esaurito la propria...
FORTE DEI MARMI. La questione sta diventando annosa, e popola ormai i social network del giorno dopo: la focata della vigilia di Sant’Ermete, così com’è ridotta, sembra aver esaurito la propria missione, ed è sempre più una bella senz’anima.
Sotto accusa le norme di sicurezza che impediscono di farvi affluire materiali portati dai cittadini e soprattutto dai ragazzi del Forte che per generazioni l’hanno avuta in carico. E così, come la definisce Vasco Franceschi, già assessore e maître à penser fortemarmino nel capannello di Sant’Ermete davanti ai banchi della porchetta. «Assomiglia sempre più a una capanna dei Sioux, con le sue tavole ben rifinite e perfettine e incrociate a mo’ di tepee». «C'è tutta una storia nostra nella Focata – scrive lo stesso ex assessore - che non può essere cancellata con dei fogli di carta bollata o dai bizantinismi dei soliti cervelloni, e se per puro caso, si volessero invocare norme di sicurezza (sic!), fermo restando che oggi ci sono uomini, mezzi e strutture che offrano le più ampie garanzie, allora ci dovrebbero spiegare, se è più pericolosa la Focata o i fuochi recentemente sparati in alcuni stabilimenti balneari! Se ci sono norme e permessi per fare questo ci devono essere anche norme e permessi per fare la vera Focata: perché non venga svilito un tassello della nostra tradizione cittadina! Alla faccia del Genius Loci!»
«Se è vero come è vero che il materiale da bruciare deve essere portato dalla Amministrazione comunale attraverso i propri operai, sempre che questo materiale prima non debba ricevere la benedizione di don Piero, e allora il discorso cambierebbe, - continua Franceschi - vorrei che mi si spiegasse che differenza c'è tra un ciocco che viene portato in piazza da un operaio del Comune e quello che viene portato da Vasco Franceschi. Il non comprendere, ora come ieri, - conclude - che dietro il vai e vieni delle persone di ogni età e di ogni ceto che portano a bruciare il “vecchio” e “il superfluo” c’è il gesto “sacrificale” e “purificatore” della propria vita e della stagione che volge al termine e che allo tempo stesso vuol essere di buon auspicio per il futuro».
«Come al solito le normative eccessive e stupide distruggono una tradizione: non mi risulta che mai nessuno si sia bruciato alla focata – spiegano invece dalla Pensione Pergola di Nardini - È che al pozzetto ormai ci sono troppe tende e parcheggi! L’unico scopo della focata era richiamare la gente dai monti e dalla piana.....Doveva essere bella grossa perché si doveva vedere da lontano. Questo fochetto orrendo non ha nulla del significato socializzante della Focata. Propongo al Comune di non farla più ». E sempre su facebook qualcuno si spinge a prefigurare, che di questo passo, per lasciare posto alle esigenze dell’outlet fortemarmino la focata potrebbe finire con un bruciatore a metano.
Comunque sia non tutte sono proteste, e tra le tante, si sono diverse affermazioni più concilianti.
Come quella di Barbara Maggi: «La focata è un simbolo - dice - uno dei simboli di quel Forte che non c' è più e che tutti rimpiangiamo. Io ci ho ritrovato il fascino di quando ero bimba e poi ragazzina e mi è piaciuto il fatto che siano stati i bimbi delle colonie a portare i primi stecchi». (r.f.)
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