Attenzione
Attacchi alla statua della testata di Zidane «È diseducativa»
PIETRASANTA. La polemica è deflagrata negli ultimi giorni, sulla bacheca facebook del Comune. «La scultura, in piazza Duomo, che raffigura la testata di Zidane a Materazzi? Brutta, volgare,...
PIETRASANTA. La polemica è deflagrata negli ultimi giorni, sulla bacheca facebook del Comune. «La scultura, in piazza Duomo, che raffigura la testata di Zidane a Materazzi? Brutta, volgare, diseducativa ed insignificante». E così, a seguire, tutta una serie di commenti, che volgono al negativo, da parte di chi, evidentemente, ritiene l'opera dell'artista Abdel Abdessemed assolutamente inadatta per un contesto, prestigioso, come quello pietrasantino. Ma al di là del bello o del brutto su cui si può disquisire ad oltranza, è il messaggio, se di messaggio possiamo parlare, ad essere messo in discussione da chi fa volume di parole sui social network.
«Un fatto così antisportivo tra due insensati presunti atleti, non può essere posto agli occhi dei bambini, come esempio di un atto di sport, facendo di una brutta scultura alta cinque metri, il polo di attrazione, di mamme e padri che fanno posare i loro piccoli per la foto ricordo» scrive Francesco, mentre Patricia aggiunge: «Trovo sinceramente poco dignitoso esporre in piazza Duomo, tale "scultura: antisportiva, diseducativa, sensazionalista, volgare e insignificante. Può darsi che alle tifoserie piaccia però. Se non ricordo male infatti, c'era la fila a chiedere l'autografo a Materazzi».
I post si susseguono: c'è chi propone di spostarla dalle parti dello stadio, chi fa ricorso ad aggettivi scurrili, chi ancora tira in ballo Michelangelo e una città d'arte, Pietrasanta, che sta scivolando verso il basso. Per una chiosa lapidaria, «scultura di una tristezza infinita».
Commenti che non lasciano indifferente il sindaco e assessore alla cultura, Domenico Lombardi. «Le opinioni si rispettano: a queste persone, che sono intervenute su facebook, l'opera non piace, ad altre, e molte, come il numero delle presenze alla mostra Italia-Francia conferma, sì. Un altro discorso è quello che si lega al messaggio: da neuropsichiatra infantile anch'io potrei dire che l'opera si riferisce ad un gesto che ha ben poco di sportivo, ma qui parliamo di arte, di provocazione, di libertà dell'artista e di interpretazioni. Di certo, se l'opera voleva dare un messaggio mediatico, visti i riscontri ottenuti, quello è assolutamente vincente».(l.b.)
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