Toscana
Io, non vedente e malata, maltrattata all’ospedale
VAREGGIO. Davvero un brutto episodio, quello denunciato dalla signora Nada Ida Benedetti di Viareggio. «Sono una non-vedente - sottolinea - e venerdì scorso, alle ore 14 e 30 circa, mi sono recata,...
VAREGGIO. Davvero un brutto episodio, quello denunciato dalla signora Nada Ida Benedetti di Viareggio. «Sono una non-vedente - sottolinea - e venerdì scorso, alle ore 14 e 30 circa, mi sono recata, accompagnata a braccetto da mio marito, all’Ospedale Versilia per una visita oncologica. Giunti al banco della libera professione sono sorti i primi problemi perché l'addetto irritato non trovava la prenotazione, come se fosse una colpa mia. Quando abbiamo finalmente avuto in mano la documentazione, mio marito si è accorto che il posto indicato per la visita non corrispondeva a quello della volta precedente. Ha chiesto un minimo di informazione per raggiungerlo. La risposta è stata “Guardi da sé le indicazioni”. Con calma e controllo mio marito ha allora richiesto qualche informazione più precisa. La risposta, sempre più sopra le righe, è stata la solita. A quel punto ho percepito un’insicurezza e ho chiesto anch’io. Con estremo fastidio, la risposta è stata: “Sul foglio è evidenziato. Guardi le indicazioni!” Mio marito ha fatto notare che io non ci vedo, ma lui, forse senza neanche ascoltare, sempre più sgarbatamente, mi ha detto: “Guardi le indicazioni e le segua, e vedrà che l'Amoroso lo trova!”».
Facile immaginare lo stato d’animo della signora - non vedente e alle prese con una malattia preoccupante - di fronte a un trattamento del genere.
«A quel punto - prosegue la sua lettera - io e mia marito ci siamo avviati a cercare il posto indicato, cioè il reparto di degenza. Una volta giunti però una dipendente gentilissima, accortasi subito dei miei problemi di vista e meravigliata da quello che era scritto sul foglio, ha detto che lo studio per le visite del dottor Amoroso era da tutt'altra parte. Molto carinamente ci ha accompagnati e abbiamo alfine potuto avere la mia visita».
Amaro il commento finale della signora Benedetti a questo bruttissimo episodio. «Ora io non voglio contestare - scrive a conclusione della sua lettera - tanto l'errore burocratico perché so che ci possono essere difficoltà di comunicazioni organizzative, anche se sarebbe bene non avvenissero, ma il veramente brutto atteggiamento dell'addetto allo sportello della Libera professione, che, oltre a fregarsene del fatto che non ci vedessi, mi ha trattata con un livore di cui non capisco il motivo».
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