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Tribunali, arrivano le proroghe Ma Viareggio è fuori

VIAREGGIO. Un nuovo giallo sul futuro del tribunale di Viareggio. Il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri avrebbe firmato una serie di proroghe che salveranno- per periodi da due mesi a...

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VIAREGGIO. Un nuovo giallo sul futuro del tribunale di Viareggio. Il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri avrebbe firmato una serie di proroghe che salveranno- per periodi da due mesi a tre anni (la legge prevede rinvii fino a5 anni) - una serie di tribunali. Ma nell’elenco non figurerebbe Viareggio. La notizia - che è ancora in attesa di una conferma ufficiale da parte del ministero - ha mandato su tutte le furie gli avvocati versiliesi. «Sarebbe una vergogna - attacca il presidente delle camere penali Riccardo Carloni - se per esempio venisse salvata Terracina e Viareggio dovesse chiudere i battenti solo perché il tribunale di Lucca non ha voluto inviare una richiesta di proroga». Il minuscolo tribunale di Terracina, ridente località balneare nei dintorni di Latina, in effetti secondo il Sole 24 Ore figurerebbe nell’elenco degli uffici “graziati” dalla scure minsteriale. Con Terracina ci sarebbero anche Vigevano e Voghera, Abbiategrasso, Pinerolo, Moncalieri, Tortona, Ischia, Marano e Casoria. Nella lista, ancora incompleta, il nome di Viareggio - una delle sedi distaccate più attive d’Italia - non figura. Per questo gli avvocati sono in fibrillazione. «All’articolo 8 la legge di riforma della geografia giudiziaria - spiega Carloni - prevede la possibilità di concedere un rinvio della chiusura fino a cinque anni se esistono determinati criteri. E Viareggio li ha tutti. Per ottenere la proroga bastava una richiesta da parte del presidente del Tribunale. Ma la richiesta non è mai stata fatta».

E così Viareggio, a pochi giorni dalla chiusura (prevista a partire dal 13 settembre) si trova ancora nel limbo e a dipendere dalle prove di forza all’interno della maggioranza.

In un’intervista comparsa ieri sul Messaggero di Roma il ministro Cancellieri ha ribadito la necessità di far partire la riforma. Il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri ha ribadito che il ministro deve ascoltare la volontà del Parlamento che si è espresso all’unanimità chiedendo un rinvio. «Altrimenti - ha aggiunto Gasparri - la vita del Governo sarebbe ancora più precaria».

Gabriele Dini

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