Gioco
Piazza Dante e sala Snai: ancora proteste
VIAREGGIO. «Si sa che a 100 metri dalla futura sala Snai esiste una scuola materna e a 400 una scuola elementare? ». Scrive così Brunella Casucci Belluomini, uno dei membri del Comitato di piazza...
VIAREGGIO. «Si sa che a 100 metri dalla futura sala Snai esiste una scuola materna e a 400 una scuola elementare? ». Scrive così Brunella Casucci Belluomini, uno dei membri del Comitato di piazza Dante che oggi pomeriggio incontrerà il sindaco Betti. «L'autorizzazione - continua la cittadina - è stata rilasciata perché ritenuta utile e necessaria agli abitanti di piazza Dante e alla città? Quanto poi al fatto che sia logico che certe attività si installino nei pressi della stazione, questo è un orrore che ho purtroppo già sentito anche da qualche autorità competente. In un'era in cui i quartieri degradati delle stazioni ferroviarie vengono bonificati e diventano ambìti quartieri residenziali, qui si fa il contrario: si degradano i quartieri rispettabili. Dove sta scritto che certe attività devono essere installate nei pressi della stazione? Chi e quale ufficio competente ha l'autorità di modificare in peggio la natura della nostra città e dei nostri quartieri? Chi ha l'autorità di limitare la libertà e la sicurezza di normali e inermi cittadini che da un giorno all'altro si ritrovano fra un punto di scommesse e un money transfer nello spazio di 50 metri? O si capisce che il rilascio dissennato di certe licenze (basta che abbiano i documenti in regola) porterà alla fine definitiva di Viareggio, non si potrà sperare in una ripresa. Mi rivolgo anche all'assessore al turismo, e credo anche con delega alle attività produttive: signor Augier, quale turismo per Viareggio, se la città è ridotta a questo? Ho una proposta: invece che organizzare le patetiche giornate arcobalento e le ancora più patetiche gay parades, il Comune aderisca al movimento "No Slot machines" che si sta allargando in Italia e si faccia promotore di incentivi anche simbolici per giovani imprenditori locali, artigiani, gente che abbia idee buone e soprattutto buona volontà per l'utilizzo di tutti i locali sfitti della città».
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