Il Tirreno

Versilia

COMUNISTI DIVISI

Rifondazione sigilla il Caracol

Il collettivo accusa il partito, il Cantiere Sociale pronto a ospitarlo

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VIAREGGIO. Rifondazione comunista della Versilia ha messo i lucchetti alla saracinesca del Caracol. Lo ha fatto, come denuncia l’assemblea del collettivo politico, «con un atto unilaterale, rivendicando una proprietà privata che col comunismo ha poco a che fare; lo ha fatto, chiudendo dietro quella saracinesca anni di lavoro politico e sociale. Dentro la sede del Caracol ci sono inoltre molti oggetti acquistati dal collettivo per lo svolgimento delle attività note. Dentro la sede ci sono dati sensibili di molte persone che non possono essere maneggiati da chicchessia, essendo in molti casi dati personali di minori che frequentano la scuola».

«Rifondazione Comunista della Versilia - rimarca il collettivo del Caracol - si è assunta una responsabilità politica gravissima, sigillando un luogo (che era chiuso da più di dieci anni) che rappresenta il lavoro sociale svolto dal basso su un territorio difficile e dal quale il partito dei dirigenti si è sempre tenuto alla larga. Ha interrotto di fatto il sogno di integrazione e di conoscenza dei bambini, ha interrotto il processo di alfabetizzazione delle donne migranti, ha interrotto la riorganizzazione del gruppo di acquisto, ha interrotto le ordinarie attività dell'Unione Inquilini, che dentro la sede di Viale della Libertà fa sportello regolarmente».

Al Collettivo esprime subito solidarietà il Cantiere Sociale. «Ai militanti del Caracol - dice il presidente Alessandro Giannetti - diamo la piena disponibilità ad usare gli spazi del Cantiere Sociale, presso l'ex Inapli al Varignano, che ospita già 15 associazioni, che svolgono attività sociali, culturali e di volontariato».

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