Gioco
Bufera alcolica sulla Giunta Buratti
FORTE. Bufera alcolica sull’amministrazione del sindaco Buratti. Due assessori, Emanuele Tommasi (ambiente) e Felici Alessio Felici (polizia municipale) si sono fatti immortalare bottiglie di...
FORTE. Bufera alcolica sull’amministrazione del sindaco Buratti. Due assessori, Emanuele Tommasi (ambiente) e Felici Alessio Felici (polizia municipale) si sono fatti immortalare bottiglie di alcolici tra le mani e indosso magliette del progetto “Ricreazione in via d’estinzione”, contro l’abuso di alcol, Progetto che l’amministrazione comunale di Forte sostiene con convinzione da molti anni. La foto è stata poi “postata” su Facebook dove ha raccolto molti consensi, ma anche le critiche del Comitato “Non la bevo”, che il progetto porta avanti, e dell’Acat Versilia. Nel giro di una mattinata pre-festiva è scoppiata la bufera: «Il ruolo delle istituzioni è fondamentale per il messaggio che si trasmette ai più giovani», sottolinea Emanuele Palagi, presidente del Comitato “Non la bevo”, aggiungendo: «Siamo davvero delusi e amareggiati».
Parlando anche per il collega, l’assessore Tommasi così spiega la foto: «Eravamo ad una sagra con indosso le magliette del progetto. La foto è stata fatta per mostrare il bene e il male...L’intento era questo. Mi dispiace...Le cavolate si fanno tutti...Ma l’intento era tutt’altro, credetemi».
Tommasi ha parlato al telefono anche con Guido Intaschi, direttore del Sert della Asl che partecipa al Comitato “Non la bevo” e ai suoi progetti: «Se il messaggio era quello che dice Tommasi certo dalla foto non si capisce neppure con la fantasia più sfrenata...È necessario fare attenzione ai messaggi che si passano attraverso i social network...».
Su questo punto insiste anche Simone Tonini, presidente del consiglio comunale che il progetto “Ricreazione in via d’estinzione” ha sostenuto fin da quando era solo consigliere comunale: «Quando si mettono le foto su Facebook bisogna riflettere, specialmente se si è amministratori comunali. È facile rendere pubblica una foto che per noi ha un senso ed invece viene letta in un’altro».
Bruno Vangelisti, vice presidente di Acat, interviene richiamando l’attenzione «su quanto pericoloso siano certi tipi di messaggi a prima vista innocui».
Donatella Francesconi
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