Italia
Alcol, l’impegno di Coop contro l’abuso
Presentata, insieme al Comitato “Non la bevo”, la campagna per un consumo consapevole
VIAREGGIO. La Coop riannoda i fili del proprio impegno per un corretto uso dell’alcol e lo fa con un’iniziativa pubblica nel proprio supermercato di Viareggio, con replica nei prossimi giorni a Pietrasanta. Ad affiancare il marchio della grande distribuzione, il Comitato “Non la bevo” del quale la Coop è parte attiva, insieme alla Asl e a tutte le altre associazioni.
Ieri pomeriggio è stata anche l’occasione - spiega Monica Agostino, della direzione “Politiche sociali” di Coop per un faccia a faccia con i capi reparto al quale ha partecipato Emanuele Palagi, psicologo e presidente del Comitato “Non la bevo”. «Abbiamo incontrato i dipendenti ed è stato il modo per farci un po’ riflettere su tutta la rete, sulla formazione obbligatoria, sui kit per i nuovi assunti. Ne sono uscite indicazioni di lavoro molto interessanti», ha spiegato Agostino. Inoltre sono state presentate le nuove locandine che Coop ha voluto agli scaffali del reparto nel quale si vendono bevande a gradazione alcolica: fumetti accattivanti che spiegano i motivi per cui non bisogna bere o non abusare. Insomma, un modo concreto e vincente di reagire all’ “incidente” delle scorse settimane quando i due supermercati Coop sono stati “pizzicati” dal “Tirreno” a vendere alcol agli stagisti minorenni del giornale.
Particolarmente attivo - intorno al simulatore di guida, portato all’interno del supermercato - il gruppo di giovani che ha arricchito di presenze e iniziative il Comitato, anche partecipando alle iniziative nelle scuole.
All’iniziativa si è fatto vedere - a nome dell’amministrazione comunale - il consigliere del Pd, Matteo Martini, uno dei più giovani in Municipio. Interessante il botta e risposta Martini-Palagi. «Certo, una cosa è una bevuta, un’altra sette drink», è la tesi del giovane consigliere, avvocato di professione. «Quello al quale diciamo no - ribatte Palagi - è il fatto dell’evento uguale alcol. Lavoriamo, insomma, per spezzare l’eguaglianza divertimento-bere. Quante volte gli adulti hanno provato a mettere in discussione questa idea? E ci sono target sui quali un sindaco può intervenire».
Per esempio - sottolinea nuovamente Palagi - cominciando a dire che un birrificio su un carro del Carnevale non è un messaggio opportuno.
Donatella Francesconi
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