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Vizzoni ai mondiali: «Grazie a Pietrasanta posso vincere ancora»

Vizzoni ai mondiali: «Grazie a Pietrasanta posso vincere ancora»

Il capitano della nazionale di atletica si prepara all’impresa Lombardi: siamo pronti a vivere con te nuove emozioni

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PIETRASANTA. Alla soglia dei 40 anni, «è questione di poco» e 24 maglie tricolori dopo, Nicola Vizzoni ha sempre un'irrazionale voglia matta di scagliare il più lontano possibile quel martello che lo ha portato a salire, allenamento dopo allenamento, fino al podio olimpico di Sidney. Oggi il quasi quarantenne Vizzoni saluterà famiglia, compagna, amici e compagnia gaudente del campo di atletica di via Unità d'Italia per raggiungere Mosca. «Sarà il mio nono mondiale. Se ricordo il primo? E chi se lo dimentica: Atene, 1997. Che emozione».

Nicola è un'icona per Pietrasanta: vuoi perché difficilmente si allontana per andare ad allenarsi altrove («l'impianto ha qualche pecca, ma il Comune fa già molto per garantire una struttura all'altezza e molto altro farà, tanto che la Fidal l'ha individuato come campo scuola nazionale per il lancio del giavellotto») e un po' perché ha un tale palmares ed una professionalità di base che diventa difficile anche ai tecnici federali consigliare cosa sia meglio per i suoi allenamenti. «Nei giorni scorsi, a Milano, ho vinto il mio 24° titolo italiano: ed è stata la solita grande gioia. Perché non c'è niente di scontato» dice. E adesso i Mondiali di Mosca: qualificazioni il sabato, finali il lunedì.

Dove pensi di arrivare, questa volta? «Intanto devo pensare a superare le qualificazioni del sabato. E non sarà semplice. Ci sono certi colossi dell'Est che solo a guardarli ti mettono apprensione. E se lo dico io che tanto piccolo non sono…».

Il sindaco Domenico Lombardi lo abbraccia («Grazie Nicola - dice - per le emozioni che ci hai regalato e per quelle che siamo tutti pronti a vivere ancora con te a Mosca»), l’assessore Pietro Lazzerini lo ringrazia («è un grande ambasciatore sportivo della Versilia, sempre disponibile e vicino al nostro territorio») sullo sfondo di una sala consiliare che ieri mattina era popolata da amici, parenti e colleghi dell' Atletica Pietrasanta.

«Non è semplice arrivare a questa età con la voglia di allenarsi duramente: e se ancora oggi ottengo dei risultati è perché ho accanto a me persone che mi vogliono bene, come la mia famiglia, la mia compagna Claudia, l'Atletica Pietrasanta ed anche chi mi mette nelle condizioni, come il Comune, di potermi allenare in tranquillità». Quella tranquillità che non sembra però vivere, anche in questi giorni, il mondo dell'atletica leggera dilaniato, per l'ennesima volta, dal doping. «Non bisogna mai smettere di parlare del doping, delle sue conseguenze, dei danni che vanno ad incidere sulla salute delle persone. Certo, talvolta, osservando alcuni atleti o ripensando alle loro performance, il dubbio mi assale, ma poi, quando sono in gara, tutto scompare, non ci penso. Altrimenti sarebbe inutile partecipare Ricordo una medaglia persa per 10 centimetri per il lancio di un'atleta che poi venne squalificato. Ben vengano il passaporto biologico, il congelamento dei test, i sistemi più innovativi per fronteggiare chi si dopa facendo del male al movimento e alla sua persona: lo sport è meraviglioso, ma c'è sempre stato chi ha cercato la scorciatoia per arrivare più in alto. Oggi però è probabilmente più facile individuare chi imbroglia».

Luca Basile

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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