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Telecamere per spiare i lavoratori supermercato condannato

Telecamere per spiare i lavoratori supermercato condannato

La Filcams denuncia la Ekom per comportamento antisindacale e vince la causa in tribunale La Cgil: «Dipendenti trasferiti senza accordi e riprese eseguite in maniera irregolare»

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LIDO. Telecamere installate all’insaputa dei sindacati e dei lavoratori. E poi dipendenti trasferiti per la loro attività sindacale. Il caso Ekom finisce davanti al giudice del lavoro: e dal tribunale arriva un decreto di condanna per comportamento anti-sindacale. A raccontarlo sono Umberto Marchi e Massimiliano Bindocci della segreteria provinciale della Filcams Cgil di Lucca. «È una decisione importante - spiegano - purtroppo in molte piccole realtà si creano problemi ai lavoratori che si appoggiano ai sindacati». Nei giorni scorsi sono state proclamate due ore di sciopero anche all’Esselunga di Lido: anche in quel caso uno dei punti contestati riguardava l’installazione di telecamere e l’utilizzo delle riprese.

Intanto la Filcams si gode il round vinto la scorsa settimana di fronte al giudice del lavoro del tribunale di Lucca Luigi Nannipieri che ha emesso un decreto di condanna per comportamento antisindacale contro il piccolo supermercato Ekom di via Aurelia Lido di Camaiore. «Il sindacato - raccontano Marchi e Bindocci - pochi anni fa è entrato all'interno del piccolo supermercato. Da subito abbiamo notato problematiche per l'inquadramento del personale dipendente. Furono ricalcolate le differenze retributive, circa 20.000 euro e richieste all'azienda. Da quel momento, sono iniziati i problemi». Secondo la Filcams i responsabili del negozio cercarono «di far revocare l'adesione al sindacato». Poi, dopo una serie di trattative per evitare la denuncia, si arrivò alla questione telecamere. «"Nel corso di un incontro sindacale - attaccano da Filcams - il consulente della Ekom chiese alla Filcams la possibilità di un accordo per l'installazione di telecamere a circuito chiuso. Il sindacato preparò una bozza di accordo da presentare alla società. Ma dopo qualche mese si scoprì che il negozio aveva installato telecamere senza alcuna comunicazione al sindacato, (la richista fu inoltrata solo all'Ispettorato)». Il sindacato non si dice contrario alle telecamere. «Vanno bene - spiega Bindocci - quando si deve difendere il patrimonio e quindi puntate verso casse e ingressi. Ma non per controllare se i dipendenti».

Ma la goccia che fa traboccare il vaso nei rapporti sindacato- azienda, arriva nel mese di ottobre 2012. «In quel periodo - affermano Marchi e Bindocci - la società trasferisce a Pisa senza il consenso del sindacato, la rappresentante sindacale aziendale, a questo punto, la Filcams stufa del comportamento aziendale, mette in moto la macchina giudiziaria denunciandola per attività antisindacale». E alla fine il tribunale ha accolto tutte le richieste dei sindacati.

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di Redazione web