Il Tirreno

Versilia

I superstiti di S.Anna raccontano il giorno dell’orrore

I superstiti di S.Anna raccontano il giorno dell’orrore

Grande commozione alla presentazione del libro di Buffa che raccoglie i ricordi dei testimoni dell’eccidio

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STAZZEMA. Stazzema ha rievocato la tragedia di Sant’Anna in occasione della presentazione del libro di Pier Vittorio Buffa “Io ho visto” che raccoglie le testimonianze dei superstiti delle stragi nazifasciste. Un pubblico silenzioso ha assistito ammutolito alle letture di Pamela Villoresi, che nella sua interpretazione ha fatto rivivere gli attimi di terrore che i bambini di allora provarono all’arrivo dei nazifascisti.

Ci furono atti di eroismo che il libro narra con delicatezza e grande rispetto come quello di Cesira Pardini che salvò 4 sorelle e un bimbo, Paolo, di due anni, incontrato solo dopo 60 anni. Lei che ancora oggi si sveglia la notte al rumore delle armi automatiche di quel 12 agosto 1944 che ha sconvolto la sua esistenza. Ci fu Enio Mancini graziato da un soldato tedesco che sparò in aria e che da allora si chiede il perché di tanta violenza. Ci fu Enrico Pieri che riuscì a nascondersi in un sottoscala con una vicina di casa e che poi riparò a Valdicastello. E tanti come loro che furono vittime innocenti di una politica di pianificazione di guerra contro i civili che non risparmiò nessuno.

Loro hanno visto e dopo anni hanno ancora una volta voluto parlare. Il direttore del Tirreno, Roberto Bernabò, ha tenuto le fila della serata, ricordando le tante vittime dell’eccidio che portano il suo cognome, parenti lontani, e chiedendo all’autore il perché di un’operazione di recupero della memoria a tanti anni di distanza. «Oggi - ha spiegato il giornalista del gruppo L’Espresso Pier Vittorio Buffa - è necessario fare in modo che queste storie non vadano via: attraverso la canzone del cantautore Luca Bussoletti, che accompagna il mio progetto e interpretazioni come quella di Pamela Villoresi, oltre che con la parola scritta e le foto di questi protagonisti, possiamo fissare il dolore che luoghi come Sant’Anna sanno ancora emanare in modo che certi orrori non si ripetano. Se dovessi trovare un comune denominatore delle 30 storie che riporto nel libro credo che sia un dolore che si è radicato nel profondo di quei bimbi, oggi divenuti anziani. Un dolore che dobbiamo rispettare e far conoscere».

Ospite della serata il Procuratore militare di Roma Marco De Paolis che alla Spezia è stato il protagonista della stagione dei processi dopo quella dell’occultamento: il Procuratore, sollecitato da Roberto Bernabò, ha ribadito l’importanza della esecuzione delle pene perché ci potrebbero essere 31 Priebke in Italia e invece, i condannati sono sempre liberi cittadini nei loro paesi.

Il sindaco di Stazzema ha ringraziato tutti «per una serata storica per Sant’Anna in cui si è messa una pietra per fare di ognuno di noi un ambasciatore di pace». Presente anche l’onorevole Carlo Carli, primo firmatario delle proposte che hanno istituito il Parco Nazionale della Pace di Stazzema nel dicembre 2000 e della Commissione parlamentare che indagò sulle cause dell’occultamento dei fascicoli che riguardavano le stragi nazifasciste. Ma soprattutto c’erano i superstiti Mario Marsili, Romano Berretti, Mauro Pieri, il vicepresidente dell’Associazione Martiri Umberto Mancini e tanti familiari delle vittime.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web