Gioco
Sigilli dei vigili all’ex Frau Oggi la notifica ai gestori
Lo storico locale trovato con i clienti che ballavano nell’area cosiddetta calma Intanto il Parco propone al Comune un colloquio col Procuratore capo
VIAREGGIO. Viva Viareggio viva: là dove c’era una lista di sostegno al sindaco Betti fioriscono i sigilli. Anche quelli che oggi la polizia municipale, e dunque il Comune, metterà all’ex Frau, locale storico della Marina torrelaghese, nonché una delle due discoteche munite di autorizzazione in ambito Parco. Il provvedimento è firmato dal comandante dei vigili Angelo Bertolucci e la contestazione è quella di aver consentito alla clientela di ballare anche nella cosiddetta “area calma”, uno spazio di “decompressione”,
È in questo clima sempre pù bollente sul fronte della movida viareggina che il presidente del Parco Fabrizio Manfredi vede rosa e avanza tre proposte, tre azioni da avviare subito, che butta nella bufera e annuncia come «concertate con il sindaco Betti». Al primo punto c’è la richiesta di un « incontro con il Procuratore capo», che Manfredi motiva con queste parole: «Non vorrei che pensassero che le istituzioni si genuflettono all'interesse di tre persone. Io sento l'esigenza di dare informazioni perché non so cosa pensano, voglio trasmettere le nostre informazioni e le nostre preoccupazioni». Il tema del rapporto con la Procura, intervenuta sia sulla Marina di Torre del Lago che lungo viale Europa in Darsena, è il “cuore” di tutta la vicenda. Con il Procuratore capo Aldo Cicala si è incontrato il sindaco Betti in questi giorni, nell’ambito del “giro” istituzionale da concludere. Ma si sa anche che il sostituto Procuratore Antonio Mariotti ha acquisito documentazione dello stesso Parco e sentito il direttore dello stesso Ente. Direttore che ha firmato un nullaosta agli eventi sulla Marina avendo il parere contrario dei propri uffici, come riportato nello stesso nullaosta. «Lo sapevamo che il passaggio era strettissimo», risponde Manfredi su questo punto con riferimento al «passaggio tra chi vorrebbe non si muovesse foglia e chi non ha aiutato nei propri comportamenti a che ci fosse una soluzione sostenibile». Insomma, il Parco c’ha provato, forte della misteriosa relazione della società “Nemo”, pagata con fondi regionali e mai resa pubblica. Ma, «alla luce dei controlli pressanti e del clima che si è trovato - continua Manfredi - effettivamente sono venute alla ribalta una serie di questioni: deroga acustica non concertata col Parco e allora ecco che il Comune ha deciso di sospenderla, controlli ulteriori che hanno rilevato il non rispetto delle prescrizioni e delle mitigazioni fin dalla prima serata». Peccato solo che, interpellato dal “Tirreno” dopo la seconda serata lo stesso Manfredi abbia dichiarato che «sull'ultimo sabato i controlli dell'Ente Parco non ha rilevato alcunché».
La seconda proposta che Manfredi rilancia è quella della «piena disponibilità a considerare nuovamente eventuali eventi da farsi». Ed infine l’istituzione di un «tavolo di lavoro tra Parco e Comune, con coinvolgimento della Regione e degli altri soggetti che si riterranno necessari per fare il punto sulla pianificazione urbanistica attuale, sul piano di zonizzazione acustica per verificare se dopo otto anni è ancora valido (dal nostro punto di vista la necessità è quella di preservare la fauna), sulle legislazioni e normative varie e sul lavoro in corso in sede parlamentare per poterne modificare alcune».
L’ultimo messaggio di Manfredi è ancora diretto alla Procura: «Per quanto riguarda gli imprenditori auspichiamo che siano sempre più responsabili. Confidando, però, in un atteggiamento un po' più informale di altri poteri...»
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