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Versilia

Sequestrata dalla Capitaneria una tonnellata e mezzo di pesce

Sequestrata dalla Capitaneria una tonnellata e mezzo di pesce

Denunciato per frode in commercio grossista di prodotti ittici che riforniva ristoranti e mercati Vendeva spacciandolo per “pesce sciabola” il meno rinomato e più economico “pesce coltello”

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VIAREGGIO. Frode in commercio. È l’accusa che ha fatto scattare un maxi sequestro nei confronti di un distributore all’ingrosso di prodotti ittici della provincia, con sede ad Altopascio, distributore che rifornisce anche negozi, mercati e ristoranti della Versilia. L’entità della merce sequestrata dice tutto: una tonnellata e mezzo di prodotti ittici illegali. Il provvedimento è stato eseguito dai militari della Guardia costiera di Viareggio insieme ai colleghi della Capitaneria di porto di Livorno.

L'operazione - viene sottolineato in un comunicato diffuso ieri - è nata da un’iniziativa intrapresa con il coordinamento della Direzione marittima di Livorno, Centro controllo area pesca, comandata dall'ammiraglio Arturo Faraone.

Gli ispettori della Guardia costiera, infatti, qualche settimana fa, durante un controllo sui prodotti commercializzati da un grosso centro di distribuzione di prodotti ittici di Altopascio, avevano avuto dubbi sulla reale natura del pesce che veniva venduto. Infatti, del pesce che veniva proposto come pesce sciabola non aveva tutte le caratteristiche di quest'ultimo.

Sono partiti pertanto gli accertamenti condotti con l'ausilio dei tecnici dell'Arpat del settore mare e dell'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie. Le analisi scientifiche hanno confermato quelli che erano i sospetti dei militari. Al posto del più pregiato "pesce sciabola" veniva venduto il meno rinomato e più economico "pesce coltello". Trattandosi di un'evidente frode in commercio, il personale delle Capitanerie di Viareggio e Livorno si sono presentati ai cancelli del centro di distribuzione di Altopascio e hanno sottoposto a sequestro 1.350 chili di prodotto ittico ancora da commercializzare.

Inoltre, sentita l'autorità giudiziaria di Lucca, i militari hanno richiesto di poter operare il fermo delle altre partite di pesce già commercializzate lungo la filiera alimentare, presso i punti vendita distribuiti sul territorio nazionale e, quindi, poterle fare rientrare per il successivo sequestro (circa due tonnellate e mezzo).

L'operazione messa a segno dalle due Capitanerie ha evitato che sulle tavole dei consumatori arrivasse del pesce diverso da quello che ritenevano di aver acquistato, con evidente danno sia al palato che al portafoglio.

Con l'occasione si ricorda che è sempre attivo il numeri blu 1530 che può essere utilizzato, oltre che per richiedere soccorso in mare, anche per segnalare anomalie in materia di pesca e prodotti ittici.

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