Sicurezza
Promossa la Versilia: «Emergenza Rom risolta»
L’assessore regionale Allocca incontra Comuni e Berretti Bianchi a Seravezza Chiuso il campo nomadi di Querceta adesso si punta a favorire l’integrazione
SERAVEZZA. Ad un anno dall’inizio del progetto sull’emergenza Rom in Versilia, ieri mattina è arrivata l’approvazione da parte della Regione Toscana. Dopo il sopralluogo dell’assessore regionale al sociale e all’immigrazione Salvatore Allocca, è stata annunciata la fine di una fase cha ha portato allo smantellamento di un campo Rom - quello sotto il cavalcaferrovia di Querceta - e alla «stabilizzazione di una comunità in condizioni più umane», come ha ricordato il sindaco di Seravezza Ettore Neri.
Adesso si passa ad una fase definita dall’assessore «strategia di lungo percorso che sia includente di queste comunità». Presente tutto lo staff dell’assessore Allocca che ha incontrato oltre al sindaco Neri e il sindaco di Forte dei Marmi Umberto Buratti, anche gli assessori rappresentanti del Comune di Pietrasanta e di quello di Camaiore.
Per la Regione il risultato di questa operazione è stato soddisfacente. «Abbiamo avviato una ricognizione di tutti i Rom presenti in Toscana - ha spiegato l’assessore al sociale - nella nostra regione va detto che si tratta di un numero contenuto che va intorno alle 2.700 presenze, e quasi tutti vivono in situazioni di degrado pesante».
I motivi del risultato positivo sono stati elencati dal sindaco Neri. «Prima di tutto c’è stata la chiusura di un campo Rom che aveva avuto una durata decennale, e dove c’erano persone che versavano in situazione di emergenza sanitaria di crisi. Ciò - ha sottolineato il primo cittadino di Seravezza - è stato realizzato grazie ad un metodo pacifico e ragionato».
Alla riunione è stata invitata anche l’associazione Berretti Bianchi che fin dall’inizio ha partecipato al progetto con la Regione, e ha fatto il punto della situazione sui Rom presenti in Versilia. «Tra Pietrasanta e Seravezza ci sono tredici roulotte e circa una quarantina di persone di etnia Rom» ha spiegato Silvano Tartarini dei Berreti Bianchi. Mentre una cinquantina erano partiti per Gruia - e circa una dozzina è tornato o va e viene - dove sono state ricostruite undici casette su tredici.
«Non è facile portare avanti questi progetti: anche la costituzione dell’azienda agricola non è stata ancora possibile - spiega Tartarini - ma va ricordato che abbiamo a che fare con persone totalmente analfabete».
E infatti la seconda fase della politica di integrazione messa in atto dalla Regione Toscana insieme alle istituzioni locali riguarda anche l’istruzione; intanto nell’Istituto di Seravezza sono nove i bambini Rom iscritti regolarmente alla scuola. «Dobbiamo raccogliere il messaggio europeo per mettere in atto delle strategie a lunga durata» ha affermato l’assessore Allocca. E nel dettaglio si è fatto riferimento alla scuola, al problema dell’abitazione, al lavoro e alla salute.
«Ma non si tratta di erogare soltanto servizi - è stata la conclusione dell’assessore regionale alle politiche sociali e all’immigrazione - ma anche di ricostruire un modello sociale con il quale ristabilire un contatto».
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