Il Tirreno

Versilia

Mori: servono eventi per i giovani o il turismo muore

di Luca Basile
Mori: servono eventi per i giovani o il turismo muore

Il soggiorno medio dei vacanzieri a Marina si è dimezzato «Per questo bisogna creare nuovi motivi di attrazione»

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PIETRASANTA. «Vogliamo essere una località dormitorio per pochi o una zona dove si possono organizzare anche eventi di grande richiamo? Perché se la scelta è quella di restare ancorati al passato, il sottoscritto ringrazia tutti e, a fine mandato, si fa da parte». Luca Mori, numero 2 del Comune, dopo i plausi diffusi per il successo della corsa colorata di sabato scorso sul lungomare - fortemente voluta dallo stesso vicesindaco - alza la voce e apre alla discussione. «Noi siamo la Versilia e non Fiumalbo, con tutto il rispetto per Fiumalbo che punta a una vacanza all'insegna del riposo. A mio avviso dobbiamo essere capaci di abbinare divertimento e relax, Versiliana e concerti al pontile, spazi per le famiglie e appuntamenti sportivi per i giovani: in caso contrario il nostro turismo è destinato a morire. Le avvisaglie le abbiamo sotto gli occhi, già in questo periodo: il soggiorno medio del turista a Marina è sceso da 4.2 giorni a 2.1. Prima ce ne rendiamo conto e meglio è».

La Versilia non è Fiumalbo, ma neanche Riccione, potrebbe obiettare qualcuno. «Vero, non siamo né Riccione né Rimini, ma gli eventi, quelli come la corsa della Gazzetta, con quasi 3000 partecipanti, i concerti di Radio Bruno, gli appuntamenti di spessore mediatico, sono prioritari. Certo, qualche disagio lo dobbiamo mettere in conto: se chiudi il viale a mare a fine luglio, è fisiologico che emerga qualche problema, ma se anziché guardare al bene collettivo, al ritorno promozionale per tutti, ci limitiamo a osservare il nostro orticello, allora è tutto inutile. Abbiamo tracciato una strada e, per quanto mi riguarda, ma ritengo di interpretare anche il pensiero della giunta, non torneremo indietro: allestiremo un calendario di eventi a Marina».

Nel frattempo nel centro storico, crocevia di riferimento per migliaia di turisti ogni sera e capitale culturale della Versilia, convivono con difficoltà due anime: residenti e titolari di attività. Che fare? «I problemi di ordine pubblico vengono creati da una minima parte: per tutti, vale il rispetto delle regole. Analogo discorso va fatto per le discoteche di Marina: sono importanti, nel nostro contesto, ma devono attenersi alle norme. Detto questo - continua Mori - il centro ospita bambini, famiglie, appassionati d'arte e buona cucina. Per 320 giorni l'anno la tranquillità è assoluta, fra le mura cittadine, qualche settimana di rumore non è la fine del mondo, credo».

Che fine ha fatto l'ordinanza di liberalizzazione degli orari? «Come amministrazione avevamo trovato un punto di equilibrio, con lo stop alle attività, parlo sempre del centro, alle 2 del mattino. Il decreto spazza via ogni paletto: dobbiamo recepire l'indicazione, è inutile stare a discuterci sopra e a prendere questa o quella posizione. Questo però non significa fare tutto ciò che si vuole: ci sono regole e sanzioni per chi non le rispetta. Cosa mi chiedono le categorie economiche di Marina? Di dare nuova linfa al nostro turismo, di organizzare giornate - possibilmente a costo zero - che siano motivo di attrazione per i giovani. In sostanza di andare oltre l'immobilismo che caratterizza da troppi anni la nostra zona».

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