Sicurezza
Ballo non autorizzato: sigilli a Maki e El Beso
La Procura chiude due locali del divertimento notturno in Darsena Il sindaco: superare la normativa restrittiva è possibile, ci lavoreremo
VIAREGGIO. Sigilli a “Maki Maki” e “El beso”, due locali del divertimento notturno in Darsena. Il provvedimento di sequestro penale, disposto dalla Procura di Lucca ( pm Aldo Ingangi) e firmato dal giudice per le indagini preliminari Giuseppe Pezzuti, contesta ai gestori dei due pub/ristoranti di aver contravvenuto all’articolo 681 del codice penale per cui “chiunque apre o tiene aperti luoghi di pubblico spettacolo, trattenimento o ritrovo, senza avere osservato le prescrizioni dell'autorità a tutela della incolumità pubblica, è punito con l'arresto fino a sei mesi e con l'ammenda non inferiore a centotre euro”. La questione è sempre la stessa: i clienti che ballano nei dintorni dei locali che non hanno licenza da discoteca nè sono attrezzati come tali.
«Il provvedimento - spiega l’avvocato Gabriele Parrini, che assiste il “Maki Maki” - fa riferimento a tre contestazioni che il locale ha ricevuto nel 2012 e ad una contestazione del 17 maggio 2013 alla quale facemmo opposizione e che non portò neppure ai sigilli. Tra gli episodi citati anche uno per il quale siamo arrivati alla terza udienza». L’avvocato sta predisponendo il ricorso per il dissequestro, ma i gestori sono ko: «Sono dieci anni - è lo sfogo di Emiliano Cerri, uno dei gestori del “Maki” - che per quanto riguarda la vita dei locali sulle due Marine di Viareggio si procede a tentoni. Ora basta: abbiamo bisogno di regolamenti certi». Cerri sottolinea anche il periodo nel quale è arrivato il provvedimento: «Ho venti persone al lavoro, perché siamo in piena estate, e vanno tutte a casa». Il provvedimento penale, infatti, non ha prevede una scadenza per la riapertura. «A Viareggio non si può più lavorare - continua Cerri - e questa è l’unica certezza». Oggi pomeriggio alle 16 tutti i gestori dei locali delle due Marine si ritroveranno in Darsena per discutere di quanto sta accadendo, alla vigilia del secondo mese di amministrazione Betti, e valutare eventuali forme di protesta.
«A 35 anni m’è venuto in mente di mettermi in proprio - conclude Cerri - e mi ritrovo a lavorare come un matto, dribblando chiusure e sanzioni. La tempistica del provvedimento preso è di quelle che ammazzano qualsiasi locale che si venga a trovare ad un passo dal mese di agosto senza avere la certezza di poter restare aperto. Direi che per adesso, dal punto di vista dell’attenzione degli Enti pubblici ai locali che sono un bel pezzo di turismo è andata peggio degli anni passati».
Il sindaco. Sull’ennesima vicenda che “scalda” l’estate viareggina più di quanto già non fosse dopo le vicende della Marina di Torre del Lago, interviene il sindaco Leonardo Betti. «Come amministrazione comunale non possiamo che essere estremamente preoccupati della notizia». I locali sequestrati - continua il primo cittadino - «rispondono ad una precisa esigenza della clientela, che è quella di bere un drink ascoltando buona musica senza essere costretti, per farlo, ad andare in discoteca. D’altro canto locali come questi offrono posti di lavoro che sono preziosissimi».
Betti da una parte richiama tutti «al rispetto puntuale delle leggi», ma dall’altra annuncia di volersi «coordinare con i parlamentari che, giustamente, stanno chiedendo un rivisitazione delle norme del pubblico spettacolo del Testo delle leggi di pubblica sicurezza che dimostra qualche necessità di ammodernamento». Non è questo, però, il solo impegno che il sindaco prende pubblicamente sul fronte locali: «Rilevo che l’abrogazione dell’articolo 124 del Tulps debba trovare piena applicazione anche nella nostra città ed in tal senso solleciterò i miei uffici». L’abrogazione - ricorda Betti - «comporta che "non ogni spettacolo o trattenimento musicale o danzante, svolto in pubblico esercizio può ritenersi soggetto al regime autorizzatorio degli articoli 68, 69 e 80 del Tulps, con conseguente parere della commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo. In particolare, non occorre conseguire l'autorizzazione per gli eventi allestiti occasionalmente o per specifiche ricorrenze, sempreché rappresentino un'attività meramente complementare e accessoria rispetto a quella principale della ristorazione o della somministrazione di alimenti e bevande».
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