Attenzione
Ventuno ristoranti chiusi per irregolarità
Alcuni di loro non rispettavano le norme igieniche, altri in realtà sono bar che fanno da mangiare senza averlo comunicato al Comune e all’Asl
VIAREGGIO. Sarà un’estate calda sotto il profilo dei controlli dell'Asl sul bar, ristoranti, bagni e hotel. L'Asl, come annunciato nel marzo scorso ai rappresentanti delle categorie economiche del territorio, batterà a tappeto il territorio per scovare chi non rispetta le regole igieniche e sanitarie e chi non ha le autorizzazioni a posto per svolgere attività di ristorazione e affini.
E all'annuncio sono già seguiti i primi fatti: 236 attività, per lo più ristoranti, stabilimenti balneari, bar, cucine di hotel, controllati in tutta la Versilia e 21 esercizi per i quali, in queste ultime settimane, è scattata la sospensione temporanea dell'attività. In pratica un esercizio su dieci non è risultato in regola con le norme del settore per colpa delle cucine sporche o, abbastanza spesso, perché anziché vendere panini e caffè al banco si potevano ordinare anche frittini e spaghetti.
A fare un quadro della situazione rispetto all'andamento dei controlli la dottoressa Ida Aragona del dipartimento di prevenzione dell'Asl Versilia. «Abbiamo fino ad oggi controllato 236 esercizi - spiega Aragona - e abbiamo emesso in tutto 21 provvedimenti di sospensione temporanea. Sei i casi di chiusura per problemi igienico sanitari importanti, anzitutto lo sporco in cucina. Un caso di sospensione era legato allo stoccaggio promiscuo degli alimenti. Nei restanti 14 locali il provvedimento è stato emesso per mancanza di autorizzazioni per l'attività svolta».
Una tipologia di abuso frequente per quanto la legge sia abbastanza permissiva su questo fronte. In pratica capita spesso che l'Asl scopra attività tipo bar che si attrezzano anche per cucinare e di fatto si trasformano in ristoranti. Una situazione abbastanza tipica, in Versilia, sulla spiaggia contro la quale spesso e volentieri si sono scatenati i rappresentanti della categoria dei ristoratori. Cucinare in spiaggia o comunque trasformare un bar in un ristorante non è comunque vietato. Anzi. «Le norme - continua la dottoressa Aragona - consentono agli esercizi pubblici di allargarsi. Di fatto basta fare una comunicazione agli organi competenti e avere le caratteristiche per avviare la nuova attività. Ma c'è chi si dimentica di farlo. Talvolta per distrazione, in altri casi perché magari dietro l'allargamento dell'attività ci sono degli abusi edilizi».
I provvedimenti di sospensione hanno comunque in genere durata breve. «Si tratta mediamente di 2, al massimo 4 giorni di chiusura - continua la dottoressa - il tempo strettamente necessario ad adeguarsi alle indicazioni che derivano dal controllo».
Valentina Landucci
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