Sicurezza
Sarà recuperato dai sub il braccio della “Mancina”
Il progetto per festeggiare il centenario di Forte: completare la vecchia gru che serviva a caricare il marmo sui navicelli e che è diventata un monumento
FORTE DEI MARMI. Potrebbe essere il primo, e certamente tra i più graditi regali, che Forte dei Marmi si farà per il suo primo centenario: stiamo parlando del recupero totale del braccio della vecchia “Mancina” che da decenni giace ancora sott’acqua tra i piloni di quello che fu il vecchio pontile di legno di Forte dei Marmi. Quello che nelle foto d’epoca inalbera orgoglioso proprio questa vecchia gru di ferro che a forza di braccia serviva a caricare blocchi e lastre sui navicelli in partenza dal Magazzino dei Marmi. A far questo regalo saranno i sub dell’Associazione subacquei Versilia-Forte dei Marmi con i testa il presidente Primo Cardini che seguì anche il primo recupero a metà degli anni Ottanta. Oggi quello che venne recuperato dal mare è stato montato nel monumento ai lavoratori del mare che staziona nel piazzale dove venivano stivati i blocchi di marmo in attesa di essere imbarcati. In pratica della vecchia Mancina vennero recuperati l’asse principale, il castello degli ingranaggi e parte di una ruota dentata, oltre ad alcune travi in legno del vecchio pontile su cui era saldamente ancorata.
Come sanno ormai soltanto i più anziani, la vecchia Mancina, che per decenni aveva assistito il carico dei navicelli dal pontile (una sua gemella era fino a pochi anni fa alla Stazione di Querceta) venne affondata sulla testa del vecchio pontile caricatore in legno (che si spingeva in mare qualche decina di metri più a sud dell’attuale molo) dalle truppe naziste in ritirata. Dopo aver trascorso oltre 40 anni sul fondo del mare venne ripescata per iniziativa di un comitato cittadino, nel settembre 1986, da due sub versiliesi Giuseppe Lottini ed Enrico Boncompagni, che non senza difficoltà la ripescarono dal fondo. Poi per circa nove anni rimase in un deposito a Viareggio fintanto che l’Associazione lavoratori del mare con in testa il presidente Giuseppe Foffa la ricevette in dono e ne fece il monumento che oggi tutti possono vedere e che fu inaugurato il 1° maggio 1995. In questi 18 anni però è rimasta forte la volontà di recuperare anche il grande braccio e quanto resta del meccanismo che venne proiettato sul fondo dalla dinamite delle Ss.
«L’attività di recupero - svela Primo Cardini che con il suo team tenterà l’impresa - dovrà prima ben identificare i resti insabbiati e poi tutto si svolgerà tra settembre e ottobre. Utilizzeremo attrezzature tipo “sorbone” per lo scavo subacqueo e verranno coinvolte decine di persone tra sub e operatori esterni. Il pontile caricatore verrà chiuso ma - ecco la novità- tutti i fortemarmini potranno seguirne il recupero e visitare virtualmente i vecchi pali del pontile ancora piantati sul fondo mediante riprese video subacquee che saranno proiettate su un maxischermo».
Franco Angelo Calotti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
