Gioco
Ladri in azione alla fondazione TiAmo nessuno interviene
Cittadino telefona a 113 e 112 perché sospetta che sia in atto un furto ma le pattuglie sono impegnate su altre emergenze
VIAREGGIO. Hanno rubato il rame in casa di una Fondazione che si occupa di sostenere famiglie che hanno figli che soffrono di una malattia rara e per questo sono costretti spesso in ospedale. I ladri che hanno agito intorno alle due nella notte tra martedì e mercoledì, alla Bozzana, non si sono fatti scrupoli. Ed il danno, per la Fondazione “TiAmo” che si occupa delle bambine con la sindrome di Rhett, e di altri piccoli ammalati, si aggira intorno ai 5-6mila euro. «Mi hanno riferito dei residenti che abitano vicino alla nostra struttura- dice Fazzini - che hanno chiamato la polizia e i carabineri, perché sentivano dei rumori sospetti. Ma le forze dell’ordine non sono potute intervenire, perché impegnate in altre emergenze. Con i mezzi a disposizione fanno quello che possono...». Al mattino - prosegue Fazzini - «mi sono reso conto che avevano rubato le canale anche nel cascinale che stiamo ristrutturando di fronte all'ex chiesina di don Sirio. Adesso siamo costretti a ricollocare il monteggio smontato per rimettere al loro posto le canale e poi per riparare il tetto danneggiato dai ladri».
Nelle sere precedenti al furto alla Bozzana, su segnalazione di un cittadino, la polizia ha recuperato - nel giardino dell'ex istituto scolastico "Galileo Chini" a Lido - tre sacchi di plastica che contenevano diversi metri di cavi elettrici rubati, abbandonati dai ladri in fuga.
Non è la prima volta che i cittadini segnalano ai mezzi di informazione gli intoppi nel rapporto con le forze dell’ordine là dove serve un intervento immediato. I telefoni dell’emergenza (112 e 113) quando sono occupati danno libero ma nessuno può rispondere; le pattuglie segnalano di non farcela a coprire tutto il territorio; per presentare una denuncia si viene rimpallati. E può capitare di telefonare alla polizia municipale a mezzanotte per segnalare che c’è un cane impazzito che può causare un incidente anche grave e sentirsi rispondere “lo acchiappi lei”. Anche in questo caso perché i vigili sono impegnati su un altro intervento.
Il controllo del territorio - spiega Claudio Cracovia, alla guida della Questura di Lucca - è organizzato per zone di competenza «che vengono rispettate rigorosamente». È accaduto a tutti di telefonare alla polizia ed essere indirizzati ai carabinieri e viceversa. Ed i cittadini ormai hanno capito: «È buona pratica, e tutti gli operatori hanno questa indicazione, che se arriva la chiamata e non puoi intervenire perché sei su un’altra emergenza informi comunque l’altra forza dell’ordine». Certo, aggiunge Cracovia, «la valutazione ultima sulla priorità dell’intervento è affidata all’operatore in servizio in quel momento. Sul controllo del territorio, aggiunge il Questore, «stiamo facendo uno sforzo considerevole tutti».
Stesse considerazioni arrivano dal fronte carabinieri. Anche qui ci viene confermato che se una pattuglia è impegnata la disposizione è quella di girare la segnalazione alla polizia. Sempre considerando che viene data una priorità agli interventi, in base all’emergenza che si sta verificando in quel momento.
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