Sicurezza
Movida, eventi a rischio: nuove prescrizioni costose
Regina Satariano (Consorzio Friendly Versilia): i clienti arrivano sulla Marina, non trovano quello che abbiamo pubblicizzato e se ne vanno protestando
VIAREGGIO. La soluzione pensata dagli Enti - Comune e Parco - per salvare capra (gli eventi) e cavoli (la testa) potrebbe essere inutile. Perché procedere alla valutazione di incidenza ambientale dei rumori prodotti ha costi che si sommano a quelli già sostenuti dai locali che hanno comunque già perso due giorni di eventi, la scorsa settimana, e si avviano ai giorni della “LesWeek” senza poter dare certezze ai propri clienti, la maggior parte dei quali arrivano da fuori zona e organizzano la vacanza più o meno lunga a Torre del Lago in base alla proposta che trovano in Rete.
D’altra parte arrivare nel mezzo della stagione con questo tipo di problemi da risolvere non è una bella pubblicità e non rende la vita facile ai gestori dei locali che hanno avuto la sfortuna di credere nella Marina della movida notturna, ampiamente autorizzata negli ultimi dieci anni da amministrazioni comunali e Parco.
Senza contare che il turismo giovane, ormai non solo omosessuale, che si riversa sulla Marina attratto dall’offerta dei suoi locali crea occupazione per centinaia di persone. Non solo sulla Marina, i cui locali hanno già dovuto licenziare alcuni dipendenti stagionali, ma nelle strutture ricettive torrelaghesi, dai campeggi ai bad&breakfast che sono nati sulla scia dei locali.
Insomma: sarà una lotta contro il tempo. Ma Regina Satariano, presidente del Consorzio Friendly Versilia, è scettica: «Tanti clienti vengono sulla Marina, non trovano gli eventi dei quali hanno sentito parlare, e se ne vanno protestando. Non mi sembra proprio ci siano i margini per recuperare la situazione. Anche considerando che non si è più parlato di tutte le spese che il Comuni ci impone di sostenere, a partire da quelle per gli agenti della polizia municipale». I quali - dice chiunque organizza un evento a Viareggio - «costano a peso d’oro».
Ciò detto, rimane comunque il problema della deroga acustica. Il Parco, nel nullaosta concesso agli eventi, richiama alla zonizzazione acustica che consente sulla Marina 45 decibel. Accendere una radio è già roba da fuorilegge. L’ufficio ambiente del Comune ha dato, perciò, la deroga acustica: 85 decibel. Salvo poi ritirarla, motivando col fatto di non aver visto il nullaosta del Parco con i suoi 45 decibel. Ma la deroga è tale perchè autorizza ciò che altrimenti non sarebbe consentito. Dunque, se il problema sono i decibel previsti dal Parco, non c’è conferenza dei servizi che lo possa superare. Se invece serve una deroga e tale deroga sarà data, previe nuove prescrizioni alle quali i locali dovranno attenersi, non c’è esposto che tenga: sulla Marina, nelle serate degli eventi autorizzati, ci sarà musica e non silenzio.
Almeno che il problema non sia che non si possono superare i 45 decibel a prescindere: in questo caso pagherà i danni chi ha illuso i locali che - in base ad un semplice studio della Regione, che non ha alcun valore normativo - si potesse tornare a fare ciò che la Procura ha già sanzionato.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
