Proteste
Code e proteste per i tagli alla Posta
STAZZEMA. La razionalizzazione messa in atto da Poste Italiane colpisce anche l’ufficio di Pontestazzemese. Da una settimana è aperto solo tre giorni su sette: lunedì, mercoledì e venerdì. E così si...
STAZZEMA. La razionalizzazione messa in atto da Poste Italiane colpisce anche l’ufficio di Pontestazzemese. Da una settimana è aperto solo tre giorni su sette: lunedì, mercoledì e venerdì. E così si è assistito per la prima volta a delle code infinite fino fuori la porta del piccolo locale di via Don Lazzeri. La novità messa in atto dalla dirigenza di Poste Italiane di fatto corrisponde all’orario estivo, ma ai residenti di Stazzema la scelta non è andata giù. «Quale orario estivo? Le operazioni che dobbiamo fare - ci dice un abitante di Pontestazzemese - sono le solite di quelle invernali: bollettini da pagare, pensioni da ritirare, raccomandate e pacchi da spedire». La situazione è aggravata, oltre che dalla riduzione dei giorni di apertura, dal fatto che lo sportello aperto è soltanto uno, poiché solo uno è l’impiegato. È quindi inevitabile che si creino delle lunghe attese. “La maggior parte delle persone che vengono all’ufficio postale sono anziane - prosegue un altro cittadino - Come si fa a farli stare in coda sotto il sole e con questo caldo?». Tuttavia Poste italiane, quando l’ufficio è chiuso, manda i propri impiegati in rinforzo nelle città turistiche per potenziare il servizio in quelle aree. Insomma a rimetterci sono le località montane o di campagna come Stazzema.
Intanto sul foglio affisso sulla posta dell’ufficio di Pontestazzemese si legge che l’orario ridotto durerà fino alla fine di luglio, poi riprenderà dal 12 di agosto fino alla fine del mese. Ci sono a disposizione gli uffici vicini di Ruosina e Seravezza. Ma è solo quello di Seravezza che rimane aperto tutti i giorni della settimana, quello di Ruosina il martedì, il mercoledì, il giovedì e il sabato. “Ci sono pensionati che già scendono da paesi lontani come Farnocchia, Pruno o Pomezzana - continuano i cittadini - in questo modo dovranno farsi ancora più chilometri». Anche se in relatà, per il futuro, non ci sono certezze sul mantenimento dell’ufficio di Ruosina.
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