Sicurezza
Eventi sulla Marina, il Parco contro la Procura
Il presidente dell’Ente parla di «potere che si approccia alla questione in modo morboso». E aggiunge: si pone il problema di chi governa il territorio
TORRE DEL LAGO. Ieri mattina ha convocato al Parco l’ufficio ambiente del Comune per cercare una soluzione condivisa all’ennesimo “nodo” creato dalla burocrazia sulla Marina della movida. A conferenza dei servizi terminata, nella prima serata di ieri Fabrizio Manfredi, presidente delle’Ente Parco, ha fatto sentire la propria voce. «Ormai è guerra, non si può più negare», è il commento duro di Manfredi che per dieci anni è stato assessore proprio a Viareggio: «Abbiamo a che fare con un potere che in modo morboso si approccia alla materia». Il presidente del parco non è uomo da lasciare “non detti”. Ed infatti continua: «È mai possibile che sopra di noi ci sia sempre qualcun altro che si erge a fustigatore dei costumi: è una vergogna! Si pone così il problema di chi governa il territorio: vengano loro al nostro posto e andiamo noi in Procura se così deve essere...».
La «guerra» di cui parla Manfredi non è scoppiata ora. Quando, due estati fa, la Procura guidata da Aldo Cicala chiuse tre dei locali storici della Marina del divertimento notturno, il senso delle carte del pm Antonio Mariotti e del gip Alessandro Dal Torrione era chiaro: nel Parco altro non si può fare che attività consentite dalle norme del Parco stesso e ad esso attinenti.
Ne nacque il confronto a più soggetti, Comune, Parco, Regione, Provincia, Consorzio Friendly Versilia, che portò ad uno studio - pagato con denaro pubblico ma mai reso pubblico - in base al quale si ritenne che la soluzione alle questioni poste dalla Procura potesse essere l’organizzazione di un certo numero di eventi, contingentati e regolati.
«Sono stato il primo a chiedere al Consorzio che presentassero una proposta», ricorda Fabrizio Manfredi: «Perché c’è un problema di far girare l’economia che insiste su questa parte di territorio». Il nullaosta rilasciato dal Parco ai dodici eventi sospesi dal Comune dopo la seconda serata racconta parte di questa storia. Quando, nel motivare perché viene rilasciato nonostante il parere contrario dei proprio uffici, si richiama proprio il percorso avviato con la Regione.
Ai dodici eventi si è arrivati - è bene ricordarlo - dopo che ai commercianti della Marina è stato proposto, negli ultimi anni, di tutto: dai pannelli fonoassorbenti durati lo spazio di un mattino all’acquisto di impianti “a pioggia” per la diffusione della musica. Musica che - questo sembra il quadro oggi - non ha da essere.
Difficile, se le cose stanno così, far quadrare il cerchio... ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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