Il Tirreno

Versilia

Ambulanze senza benzina: pronto soccorso a rischio

di Donatella Francesconi
Ambulanze senza benzina: pronto soccorso a rischio

Il presidente della Misericordia, Roberto Monciatti, va in tv e lancia l’allarme «Cosa accadrebbe se uno dei nostri figli non tornasse vivo a casa per questo?»

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VIAREGGIO. «Cominciamo a vedere le prime deficienze: certe macchine che non riescono a fare il pieno di benzina e lo fanno parziale...». Le “macchine” di cui si sta parlando sono le ambulanze: quelle della Misericordia, in particolare. Così come le racconta l’eterno presidente, Roberto Monciatti, con un lungo intervento davanti alle telecamere di Rete Versilia.

Pieni di benzina parziali sui mezzi di soccorso che lavorano per l’Asl Versilia, coordinati dalla Centrale operativa del 118. «Le ambulanze stanno soffrendo - sono ancora le parole di Monciatti -: è un momento che non quadra più niente». Gran parte dei «disastri» delle associazione di volontariato - insiste il presidente della Misericordia viareggina - «è portata dalle ambulanze. Le assicurazioni che corrono anche se i contributi ritardano, i costi della benzina che tutti ben conoscono. Quindi, capite che non ci si sta più».

Ed ecco «le prime deficienze, le cose che non vanno». Su un terreno che è quello del soccorso immediato a chi ne ha bisogno, magari perché rischia la vita. Il pieno non fatto per intero - racconta ancora Monciatti, con parole che fanno venire i brividi nella schiena - significa che «c'è da stare col cuore sospeso, chiedendosi basterà la benzina" che c'è dentro, oppure si creano dei problemi al malcapitato che ci è stato affidato? Chi sta sopra di noi - le Asl, la Regione - se lo chiedono che se non ci sono i soldi dove li andiamo a prendere quelli per fare benzina, quando un'ambulanza deve avere sempre il pieno, deve essere sempre in perfetta funzione?».

La domanda che lancia dall’etere il presidente della Misericordia merita una risposta urgente da parte della direzione dell’Azienda sanitaria: «Cosa accadrebbe - è il quesito - se uno dei nostri figli, proprio perché manca la benzina, non tornasse più vivo a casa?».

Qualche mese fa era stato il compianto presidente della Croce Verde, Milziade Caprili, ha porre e con forza la questione degli arretrati che le associazioni di volontariato non ricevevano dagli Enti pubblici,Asl compresa. Ma fino all’ “uscita” di Monciatti non si era mai messo in discussione il fatto che i servi di pronto soccorso potessero saltare o fermarsi.

Certo, la Misericordia già da un paio d’anni è in affanno. Tanto da aver avviato ripetutamente la cassaintegrazione per le cooperative di servizio, compresa quella che fornisce gli autisti delle ambulanza: su dieci, tre oggi sono a casa temporaneamente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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