La manifestazione
Video: “È stato il picchetto a squarciare la cisterna”
Nelle immagini la ricostruzione in 3D del terribile incidente in cui hanno perso la vita 32 persone. L’ingegnere Marco Pittalunga spiega perché secondo lui, a provocare la falla, è stato il picchetto di regolazione della curva
Una commissione di indagine ed una Direzione generale, quella per le investigazioni ferroviarie del ministero dei trasporti, che non hanno lasciato niente di intentato per arrivare alla verità su cosa è accaduto la maledetta notte del 29 giugno 2009 sui binari di Viareggio. Trentadue morti, numerosi feriti ancora oggi in cura, un pezzo di quartiere distrutto, le vite di chi è rimasto segnate dal dolore. E 42 imputati, tra persone fisiche e imprese, rinviati a giudizio nei giorni scorsi dal Tribunale di Lucca, che ha fissato l'inizio del processo per il prossimo 13 novembre. Il video ricostruisce tridimensionalmente gli attimi dello squarcio della cisterna carica di Gpl. Per l'accusa, ovvero la lunga indagine della Procura di Lucca, che ha visto al lavoro gli uomini della Polfer guidati dall'ispettore superiore Angelo Laurino ed il consulente della Procura, professor Paolo Toni, a provocare lo squarcio è stato un picchetto di regolazione della curve. Uno di quelli che la relazione di indagine della commissione (gli ingegneri Franco Branciamore, presidente, Lorenzo Loreto e Roberto Lucani) chiede vengano rimossi o messi in sicurezza. Affidando all'Agenzia per la sicurezza delle ferrovie la definizione del provvedimento che impegni Rfi in tal senso. Di diverso avviso i tecnici della difesa di Ferrovie ed i periti del Gip che dispose l'incidente probatorio.
Il video della commissione prende in considerazione più scenari e li spiega minuziosamente con la voce e la chiarezza dell'ingegnere Marco Pittaluga, a capo della Direzione generale per le investigazioni ferroviarie. Per arrivare a puntare il dito sul picchetto come causa dello squarcio.
La relazione della commissione è stata considerata prova dal giudice Dal Torrione che ha disposto i rinvii a giudizio anche per i vertici di ferrovie, amministratore delegato del Gruppo (Mauro Moretti, prossimo al terzo rinnovo) compreso.
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