Il Tirreno

Versilia

I nipoti del Signor G sul palco

di Roy Lepore

Nella serata finale del Festival protagonisti a sorpresa Lorenzo e Luca Luporini

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VIAREGGIO. Oltre diecimila spettatori hanno preso parte all’edizione 2013 del Festival Gaber che ha chiuso i battenti domenica sera alla Cittadella del Carnevale.

Due serate magiche e inimitabili organizzate a dieci anni dalla morte di Girgio Gaber. Dieci anni caratterizzati dalla formula del teatro canzone, dalla quale diversi artisti hanno tratto ispirazione per allestire spettacoli propri da portare in giro per l’Italia nel ricordo del signor G.

Quella di domenica è stata una serata commovente, con un finale in cui è stato proposto un filmato che ha raccolto la sintesi dei dieci anni, con le immagini degli artisti ospiti alla Cittadella, i migliori in senso assoluto, con l’unica assenza di Adriano Celentano, che non ha fatto parte del lungo cast di artisti che si sono alternati in questa rassegna.

A sorpresa sono saliti sul palco nel finale anche i nipoti di Giorgio Gaber, Lorenzo Luporini, che si è esibito nella canzone “Buttare lì qualcosa”, dimostrando talento, e Luca, il più piccolo, che ha ricordato chi era il nonno.

Superlativo Paolo Rossi che ha interpretato “Qualcuno era comunista”, “Quello che perde i pezzi”, “Ho visto un re”, bissando il successo della Cittadella ieri sera a Camaiore. Uno dei collaboratori più stretti di Giorgio Gaber, Giampiero Alloisio, ha interpretato una delle canzoni simbolo del Signor G, “La Libertà”, con una totale partecipazione di tutta l platea.

Grande padrone di casa Rocco Papaleo, che si è superato nell’interpretazione di “Mi fa male il mondo”e prima con “Barbera e champagne”.

Il finale è stato affidato a Claudio Baglioni. «Sono stato al Festival nel 2004 – dice – e non potevo mancare al ciclo conclusivo. Gaber ha trasmesso a tutti noi qualcosa di magico». Ha cantato “Non arrossire”, “Quando sarò capace di amare” e “Le strade di notte”, regalando al pubblico viareggino emozioni uniche. Commosse al termine dello spettacolo, la moglie Ombretta Colli e la figlia Dalia Gaberscik, ideatrice e anima di questo evento in ricordo di Giorgio Gaber.

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