Il Tirreno

Versilia

SE CHIUDERE UNA STRADA È UN DOVERE

di GABRIELE PARDI *

di GABRIELE PARDI * In una città turistica la loro riqualificazione dovrebbe essere inserita all'ordine del giorno: sono le piazze dei centri storici (e non solo), luoghi di incontro e...

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di GABRIELE PARDI *

In una città turistica la loro riqualificazione dovrebbe essere inserita all'ordine del giorno: sono le piazze dei centri storici (e non solo), luoghi di incontro e socializzazione, che rivitalizzano interi quartieri e che stimolano la ripresa economica del tessuto cittadino. Luoghi fisici adesso necessari per tradurre le nuove e sostitutive “piazze virtuali” dei social network in spazi veri e concreti per la vita sana della città. Gli spazi destinati alla collettività non sono dettagli inutili ma “dettagli che fanno la differenza”.

Salta agli occhi la scelta politica della nuova amministrazione viareggina, debole per non dar seguito ad una scelta “dovuta” alla città, ovvero la chiusura della piccola viabilità compresa tra Villa Paolina e Piazza Shelley. La piazza, appena inaugurata, è uno dei luoghi cardine di Viareggio, luogo culturale ed intreccio di importanti personalità come Paolina Bonaparte e Percy B. Shelley che avrebbero meritato maggior attenzione per trasformarsi in stimolo progettuale.

Dopo anni di attesa e mesi interminabili di cantiere adesso si mostra comunque ben illuminata e ricca di vegetazione ed aiuole verdi. Ma come spesso accade nella terra di Tobino il “caso” vuole che difficilmente i “dettagli” prendano forma ed ecco che non si trovano panchine e cestini, elementi fondamentali per un uso elementare di uno spazio aperto, e neanche una piccola fontana, segno incontestabile di civiltà ed apertura verso un bene comune: l'acqua. Condizione ancor piu grave è la piazza che viene “privata delle ali” per la richiesta (sembra) di residenti e commercianti della zona che a gran voce hanno voluto la riapertura della via IV Novembre; una richiesta parziale ed interessata così forte da impedire al progetto immaginato dagli architetti di concludersi degnamente. Il punto di contatto tra la Villa e il suo “giardino pubblico” diventa frattura ed oggetto di futuri (e presenti) parcheggi selvaggi; giovani e meno giovani, insensibili ai luoghi pubblici, danneggiano le pavimentazioni ed i cordoli, generando immediatament. e la partenza del degrado prossimo venturo. Compaiono immediatamente le prime cartacce per terra e si notano gli usi impropri della copertura metallica (effettivamente pericolosa) della cabina Enel come luogo di seduta. Occorre un richiamo generale ed articolato ai nostri concittadini ed ai turisti affinché la città sia ben utilizzata e con rispetto, ma occorre anche che il nostro sindaco prenda decisioni proiettate verso la città ed il bene collettivo sulla base di una visione generale del territorio che deve essere recuperato per la cittadinanza intera. Decisioni che dovranno basarsi su concorsi nazionali di progettazione (non piu incarichi diretti che per natura sono spesso limitativi) per riqualificare altri importanti centri nevralgici della città che attendono interventi pensati, strutturati e che rispondano funzionalmente alle esigenze specifiche del territorio e della condivisione degli spazi. Il pensiero al voto elettorale è storia passata, adesso occorrono strumenti e metodi innovativi ed utili per quell'organismo vivente di cui tutti noi facciamo parte: la città.

(*) architetto e designer

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