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Versilia

Caso Ferragamo, l’intesa rischia di slittare ancora

di Donatella Francesconi
Caso Ferragamo, l’intesa rischia di slittare ancora

L’atto dal notaio è fissato per lunedì ma il Comune ha difficoltà organizzative A giorni la nomina della nuova dirigenza della società Viareggio porto

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VIAREGGIO. Se non bastasse una gara annullata, un contenzioso lungo ormai anni, e la necessità di onorare l’accordo con l’ex socio privato della Viareggio porto, a complicare la vicenda che vede contrapposti amministrazione viareggina e Ferragamo, ci si mette anche la burocrazia. L’appuntamento per la firma dell’atto di transazione già messo a punto dal commissario prefettizio Domenico Mannino è fissato per lunedì. Ma...il ragioniere capo, Maurizio Nieri è in ferie e rientra il 25. Ad apporre la firma potrebbe essere la posizione organizzativa dell’ufficio ragioneria. Ma...l’atto in questione - questo è il dilemma - rientra tra quelli di ordinaria o di straordinaria amministrazione? Se fosse il secondo caso, allora la posizione organizzativa non avrebbe una delega valida.

Così funzione il Comune di Viareggio. Che con l’ex socio privato non deve trattare una cena che avanza. Ma oltre 11 milioni di euro che devono essere restituiti. A rate, ma restituiti.

«Le soluzioni possibili - spiega l’assessore al bilancio Alessandro Caprili - sono che o firma la posizione organizzativa, o rientra il ragioniere capo o l’atto viene spostato». Essendoci di mezzo il fine settimana, magari buona creanza sarebbe avvertire per tempo i rappresentanti del socio privato che dovranno essere a Viareggio. Questa volta senza pranzo da Lorenzo, come fu quando l’accordo con la cordata capeggiata da Ferragamo sembrava la speranza del porto cittadino lanciato verso un futuro che si è rivelato un muro contro. il quale schiantarsi.

La delibera del commissario indica il termine di 120 giorni (quattro mesi) dalla sottoscrizione dell’accordo per versare alla società “La Marina di Viareggio”, ex socio privato della Viareggio porto, la somma di 880.673 euro degli 11 milioni e 568mila euro dovuti. Entro il 31 dicembre 2013 il Comune verserà la ulteriore somma di 688.016 euro. Il resto, ovvero i 10 milioni che corrispondono a quanto versato dal gruppo concorrente alla gara e vincitore, sarà restituito «con il ricavato della vendita delle azioni della Viareggio porto». Vendita che «sarà effettuata dal Comune a mezzo di gara che si obbliga a concludere entro e non oltre il 31 dicembre 2013». La nomina del nuovo presidente della Viareggio porto, al posto di Alessandro Volpe, è prossima. Ma senza il passaggio dal notaio non ci sarà uomo dei “miracoli” che potrà tentare il salvataggio di un porto che rischia di affondare da un momento all’altro. Travolto - come se non bastasse tutto questo - da un’inchiesta giudiziaria di quelle che lasciano il segno.

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