Sicurezza
«La nuova piazza Shelley andava pedonalizzata»
Inaugurazione con polemiche per il nuovo spazio di fronte a Villa Paolina I due architetti autori del recupero: «Lì via IV Novembre doveva essere chiusa»
VIAREGGIO. «La nuova piazza Shelley è stata concepita per essere un tutt’uno con Villa Paolina. E quindi, almeno in fase progettuale, per il tratto di via IV Novembre che divide la piazza dal palazzo che ospitò Paolina Bonaparte era prevista una pedonalizzazione completa». Giacomo Cordoni e Massimo Ceragioli non hanno dubbi. E lo hanno ribadito alla vigilia dell'inaugurazione della piazza avvenuta ieri nel corso di Un mercoledì da lettori, il salotto letterario del bagno Nettuno il cui ultimo appuntamento era dedicato proprio alla storia di Viareggio. I due architetti che hanno curato il recupero e la valorizzazione della storica piazza intitolata al grande poeta inglese il cui corpo senza vita fu ritrovato a poche decine di metri di distanza proprio il 18 luglio di 191 anni fa avevano infatti immaginato che quei venti metri di strada fossero interdetti ad auto e scooter. E che turisti e viareggini potessero finalmente passeggiare senza ostacoli (e pericoli) fra Villa Paolina e la nuova piazza. «Sarebbe stato un matrimonio ideale fra due grandi personaggi che hanno legato il proprio nome a Viareggio: Percy Bysshe Shelley e Paolina Bonaparte», hanno spiegato.
Invece quei venti metri di strada non verranno chiusi. O, almeno, non per ora. Con una soluzione molto viareggina - scegliendo cioè di non scegliere - quei venti metri di via IV Novembre che costeggiano Villa Paolina, dimora cittadina della sorella prediletta di Napoleone nel frattempo trasformata in museo e centro culturale - resteranno ancora aperti al traffico. Anche se l'asfalto che ricopre quel breve tratto di strada non ha più il colore nero delle altre vie della città ma è stato realizzato con un asfalto "naturale" in modo da sottolineare anche cromaticamente una destinazione d'uso diversa da quella del traffico.
I contrari alla pedonalizzazione del tratto di via IV Novembre che costeggia la piazza, durante la fase conclusiva dei lavori, hanno fatto sentire la loro voce attraverso petizioni e raccolte di firme. Sostenendo che non doveva essere interrotta una delle poche strade del centro cittadino transitabile da sud a nord. Ed evidentemente hanno saputo toccare i tasti giusti, visto che è stata fatta una modifica in corso d'opera che ha reso nuovamente aperta alle auto quei venti metri della discordia. «A Roma il nuovo sindaco pedonalizza via dei Fori imperiali e tutta la zona intorno al Colosseo - ha subito polemizzato il professor Franco Anichini, che a Un mercoledì da lettori ha presentato due suoi nuovi volumetti dedicati alla storia di Viareggio - e noi non riusciamo a sottrarre alle auto venti metri di strada. Quando capiremo che spazi come questo o come piazza del Mirto dovranno essere liberati dalle auto e restituiti alla città sarà sempre troppo tardi…»
La nuova amministrazione, sulla vicenda, non sembra ancora aver maturato una decisione definitiva. Anche se ieri il sindaco Betti era presente alla cerimonia del taglio del nastro accompagnate da alcune suggestive letture tratte da Shelley da parte dell’attrice viareggina Rebecca Palagi. «Abbiamo parlato proprio poche ore fa di questo argomento con il sindaco Betti - hanno svelato gli architetti Cordoni e Ceragioli - e ci ha detto che in futuro non esclude di chiudere al traffico quel tratto di strada. Ma al momento ha confermato che resterà aperto».
Risultato: già nei giorni scorsi, quando è stato smantellato il cantiere edile, le auto non solo hanno percorso la strada, ma molte macchine e scooter hanno parcheggiato proprio all'interno della piazza, approfittando del fatto che il marciapiede in quel punto, alla luce della prevista pedonalizzazione, è quasi inesistente. E non è difficile immaginare cosa accadrà della piazza quando riaprirà il vicino liceo classico.
Ma quello della pedonalizzazione non è l'unico argomento di polemica sulla nuova piazza Shelley, inaugurata ieri pomeriggio dal sindaco Betti. Anche se il suo recupero è quasi unanimemente accompagnato da elogi, a destare più di una perplessità è una specie di panchina sistemata sul lato mare della piazza. «In realtà non si tratta di una panchina - ha spiegato Giacomo Cordoni, che dei lavori di restauro è anche direttore artistico - e chi la vede come tale in realtà si sbaglia. Si tratta infatti della copertura di una cabina dell'Enel realizzata in acciaio cor-ten e che rievoca un relitto in memoria del naufragio che portò alla morte del poeta inglese nel tratto di mare di fronte a Viareggio. Al di sopra di questa struttura sarà quanto prima fissata una lastra pantografata con un testo che narra della vicenda di un viareggino che intorno alla seconda guerra mondiale, a rischio della vita, nascose la statua del poeta per evitare che venisse distrutta dalle forze armate tedesche». Se quella che in molti hanno scambiato come tale non è una panchina, allora significa però che la nuova piazza è sprovvista di panchine (nonché di cestini portarifiuti). «Al momento è così - spiegano ancora i due architetti - ma in questo caso di tratta soltanto di una questione economica. Nel progetto approvato, infatti, sono previste cinque panchine. Per ora non sono state realizzate solo perché mancano i fondi per acquistarle. Ma tutti ci auguriamo che questa carenza sia solo provvisoria».
@ClaVecoli
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