Lutto
L’area artigianale del Puntone sarà ecosostenibile
SERAVEZZA. Più di 2 milioni e mezzo investiti, grazie ai finanziamenti della Regione, e circa 75mila mq di area destinata all’artigianato. È il nuovo polo produttivo ecologicamente attrezzato che...
SERAVEZZA. Più di 2 milioni e mezzo investiti, grazie ai finanziamenti della Regione, e circa 75mila mq di area destinata all’artigianato. È il nuovo polo produttivo ecologicamente attrezzato che sta sorgendo in località Puntone. Lunedì sarà aperta la nuova bretella, provvisoriamente a senso unico: una strada di 8 metri di larghezza, illuminata, con marciapiede e pista ciclo-pedonale, che gira ad anello e permette di raggiungere tutti i terreni dell’area artigianale, e sotto la quale passano i servizi essenziali: elettricità, acqua, fognature, telefono.
Manca solo la rete del gas che sarà realizzata a breve. Costerà altri 340mila euro che andranno a sommarsi a 1 milione e 500mila euro, e altri 300mila elargiti dalla Regione anni fa per allargare via Cugnia, fare le rotonde e costruire il nuovo ponte che collega con via Sipe e permettono il raggiungimento dell’area da parte dei mezzi pesanti. Insomma, mentre al di sotto del Versilia, in via Ciocche (l’altra parte dell’area industriale di Seravezza), imprenditori hanno investito su tutti i lotti, l’ultimo quello dell’Ipersoap da 20 milioni, lungo via Olmi è quasi pronta un’altra area appetibile. «Mettiamo a disposizione degli imprenditori e del mercato un’area destinata ad aziende che puntano sulla qualità dei prodotti e all’immagine dell’azienda - commenta il sindaco Neri - inoltre queste imprese saranno avvantaggiate rispetto alle tradizionali quando richiederanno certificati per fini europei».
Infatti è da considerarsi un’area artigianale ecosostenibile poiché sia per le opere pubbliche che per gli investitori ci sono da seguire determinati criteri di rispetto nei confronti dell’ambiente. Come l’utilizzo di materiali riciclati, la garanzia di non inquinare, l’obbligo di spazi verdi, attenzione al consumo energetico, o recupero maggiore di acque. «L’ultimo passo sarà quello della pianificazione urbanistica - prosegue Neri - lottizzeremo i terreni e renderemo attuativo il progetto». (t.b.g.)
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