Il Tirreno

Versilia

Il sospiro dei familiari: finalmente uno spiraglio

di Donatella Francesconi
Il sospiro dei familiari: finalmente uno spiraglio

Né pianti né esultanza per una decisione che non può placare il dolore «Qualcuno ha sbagliato, non può più sottrarsi alle sue responsabilità»

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. «È un processo che si doveva fare. In base alla prove che sono state raccolte». Sulla maglietta porta la foto sorridente di Emanuela, la figlia morta a soli 21 anni per le ustioni riportate nel disastro ferroviario di quattro anni fa: Claudio Menichetti ha la voce ferma e dura di chi sa che tocca andare avanti e sembra assurdo. Insieme a lui c’è Valentina, sorella di Emanuela: «Le carte parlano ed il processo è la sede giusta per sciogliere tutti gli interrogativi che questa udienza preliminare ha posto». Daniela Rombi, madre di Emanuela e Valentina, non ha potuto assistere al pronunciamento del giudice Alessandro Dal Torrione, ieri mattina al Polo fieristico di Lucca. È a casa dal lavoro, in malattia: «Sono convinta che questa strage debba servire a qualcosa - commenta al telefono -. Siamo da quattro anni per strada e non per i nostri figli...ma per i figli degli altri. Tutti i nostri sforzi sono indirizzati a far sì che le norme che hanno permesso tutto questo vengano cambiate».

Quattro anni nei quali i familiari delle vittime della strage di Viareggio hanno tenuto viva la speranza che vi fosse un luogo dedicato accertare la verità e a fare giustizia: «Finalmente si comincia a vedere uno spiraglio - commenta Luciana Beretti, madre di Federico Battistini, morto insieme alla giovane moglie Elena Iacopini e ai suoceri -. Qualcuno ha sbagliato, questa è l’unica certezza, e ora deciderà il giudice al processo. Chi è responsabile non si può più sottrarre». Luciana ha ascoltato ogni parola pronunciata prima nell’incidente probatorio e poi nel corso dell’udienza preliminare iniziata il 25 marzo scorso: «Ora ci dicono, gli avvocati di Ferrovie, da dove vengono le “suggestioni”, termine così ripetuto in aula. Se vengono con noi al cimitero di Viareggio gliele facciamo vedere dove sono le suggestioni, le fantasie...».

Già. Perchè di trentadue morti si sta parlando. E di persone ferite nella carne e nella vita. Come ha ricordato con forza l’avvocato Graziano Maffei. Prima in udienza e poi, ieri, nel commentare il provvedimento del giudice: «Andiamo avanti. Senza illusioni e con qualche amarezza...». Una dichiarazione che riassume, senza possibilità di equivoco, che cosa attende avvocati e familiari dal 13 novembre in poi, quando inizierà il processo vero e proprio.

Di «provvedimento giusto e tecnicamente ineccepibile» parla Tiziano Nicoletti, uno dei legali di parte civile, che aggiunge: «Provvedimento che apre le porte ad un processo indispensabile per attribuire le responsabilità penali dei singoli imputati». Responsabilità in materia di sicurezza ferroviaria e di sicurezza sul lavoro, così i capi di imputazione della Procura di Lucca, guidata da Aldo Cicala: «La sicurezza - racconta Rombi - va applicata, curata...Non si può più andare avanti con ciò che conviene. Ci sono priorità e la prima cosa è la vita delle persone. Questo ho sempre insegnato alle mie figlie».

Quella sicurezza lungo i binari per la quale si battono molti ferrovieri italiani, costituiti parti civili nel processo per la strage di Viareggio: «Non è solo l’assile che si è rotto la causa di quanto accaduto - ricorda l’avvocato Gabriele Dalle Luche, che li assiste -. Ed il giudice dell’udienza preliminare l’ha sottolineato nel suo provvedimento. Il disastro di Viareggio nasce da condotte molteplici poste in essere in relazione alla normativa sulla sicurezza e soprattutto perchè proprio su questo aspetto Ferrovie hanno messo in atto un progressivo taglio degli investimenti. Sarebbe opportuno per il ben dell’azienda che tutti i vertici dell’azienda si dimettessero, per ragioni di opportunità».

ALTRO SERVIZIO A PAG. 3

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa