Il Tirreno

Versilia

Strage, oggi il giudice decide se Viareggio avrà un processo

di Donatella Francesconi

Si chiude l’udienza preliminare ed Alessandro Dal Torrione traccerà il futuro dei 41 imputati Ieri la discussione sulle responsabilità di Cima riparazioni, ultima a mettere le mani sul carro deragliato

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VIAREGGIO. Oggi è il giorno: dopo un ultimo intervento di controreplica da parte di un avvocato difensore di Ferrovie, il giudice Alessandro Dal Torrione si ritirerà in camera di consiglio e ne uscirà solo quando avrà la decisione in mano. Sul suo tavolo c’è la richiesta di rinvio a giudizio che la Procura di Lucca, guidata da Aldo Cicala, ha depositato il 28 giugno dello scorso anno, a chiusura delle lunghe e complesse indagini. Quarantuno gli imputati (33 persone fisiche più le imprese), compresi i vertici del Gruppo Ferrovie: l’amministratore delegato di Fs, Mauro Moretti, l’ad di Rfi, Michele Mario Elia ed il collega di Trenitalia, Vincenzo Soprano. Insieme a loro gli esponenti delle aziende straniere Gatx e Jungenthal, della officina Cima riparazioni di Bozzolo (Mantova), di Fs Logistica.

Al giudice Dal Torrione, che ha aperto l’udienza preliminare il 25 marzo scorso, il compito di decide se rinviare tutti a giudizio come chiede la Procura, se invece emettere una sentenza di non luogo a procedere per tutti, oppure se rinviare a giudizio solo alcuni degli imputati scegliendo la strada del non luogo a procedere per altri.

Ieri è stata la giornata dedicata in parte alle responsabilità della Cima riparazioni, l’officina certificata Trenitalia che ha messo le sue sale montate (asse più ruote) sotto il carro merci che poi è deragliato il 29 giugno 2009, dando vita alla tragedia che è costata trentadue vite. Sulle responsabilità degli imputati Cima ha centrato il proprio intervento l’avvocato Maurizio Dalla Casa, che rappresenta - tra gli altri - anche l’associazione dei familiari delle vittime. Dagli atti di indagine - ha sottolineato Dalla Casa - emergono fatti che non possono che sconcertare: nel rispondere alla Polfer, infatti, i responsabili dell’officina sbagliano ad indicare da dove traggono i dati che permettono di risalire alla revisione ultima eseguita sull’assile: «Ma come - ha argomentato il legale viareggino - siete clienti Gatx e siete certificati per fare la manutenzione secondo il manuale Vpi, eseguite da tempo manutenzioni su assili provenienti dalla Germania e non sapete dove si trovano i dati che permettono di risalire alla revisione ultima eseguita sull'assile? Ma come non lo sapete? Si tratta di una prassi oramai datata da oltre un anno (all’epoca dei fatti, ndr): ed allora, se nulla sapete o ricordate si può sapere cosa e dove avete controllato? Nulla».

Nel prendere a sua volta la parola per Ferrovie, l’avvocato Ambra Giovene ha detto forte e chiaro: «Ci sono lacune latenti nel sistema ma a non è all'interno di un processo che dobbiamo colmare queste lacune! Ci sono lacune, ma non possiamo colmarle individuando dei capri espiatori. Non facciamo del processo una catarsi».

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