Il Tirreno

Versilia

Vietato vendere alcol ai minori? Macché...

di Donatella Francesconi
Vietato vendere alcol ai minori? Macché...

In sei supermercati su otto, ragazze di sedici e diciassette anni hanno potuto acquistare vodka e birra senza alcun tipo di sorveglianza

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VIAREGGIO. «È successo sotto i miei occhi un mese e mezzo fa: ho intercettato un gruppo di ragazzini che volevano acquistare alcol e li ho bloccati alla cassa...Ma uno di loro, maggiorenne, è passato a quella automatica e ha pagato tutto senza che io potessi dire niente...». Racconta così il responsabile di un supermercato viareggino una scena che troppe volte si ripete. I minorenni milanesi che lo scorso fine settimana hanno fatto a botte fuori da un locale della movida versiliese hanno dichiarato alle forze dell’ordine di aver comprato gli alcolici in un supermercato.

Il “Tirreno” ha deciso di verificare di persona il livello di rispetto della legge nei punti vendita della grande distribuzione tra Viareggio e Forte. Replicando così un’analoga inchiesta datata 2009, quando entrò in vigore un’ordinanza dell’allora sindaco Lunardini che vietava la vendita di alcolici ai minori di sedici anni. Oggi, passati gli anni e le campagne anti diffusione degli alcolici tra i più giovani, c’è una legge dello Stato. Che fa divieto di vendita di sostanze alcoliche a chi non sia maggiorenne.

Alle casse dei supermercati scelti si sono presentate Alessia, Costanza ed Elena: tre ragazze che hanno appena terminato la terza superiore e sono impegnate in uno stage alla redazione locale del nostro giornale. Look acqua e sapone, difficile dare loro più di sedici anni. E in ogni caso dubitare sulla loro maggiore età, sarebbe più che naturale.

L’inchiesta inizia al Penny Market di via Pisano, a Viareggio. Elena si presenta alla cassa, in pieno giorno, con un bottiglia di vodka pura e una confezione con tre birre. «Quando è stato il mio turno la cassiera mi ha chiesto l’età», è il racconto: «Ho risposto “18” e lei mi ha chiesto il documento. Che ho detto di aver dimenticato...». A quel punto l’addetta alla cassa ha fermato l’acquisto: «Ha chiamato un collega che ha detto, molto deciso che non poteva vendermi alcolici». Elena è uscita a mani vuote.

All’Esselunga di Lido la stessa ragazzina si è materializzata alla cassa da pochi pezzi, con in mano una bottiglia di rum e una di vodka: «L’addetta ha guardato prima le bottiglie e poi me, e mi ha chiesto il documento». Alla risposta «non ce l’ho, l’ho dimenticato», la replica è stata netta: «Senza quello, non te lo posso vendere».

Il “giro” di prova è proseguito con le Coop: a Viareggio e Pietrasanta le nostre giovanissime croniste hanno potuto acquistare birra e vodka. «A Pietrasanta - raccontano - la cassiera ci ha guardato e ha riso dicendo “siete maggiorenni, eh...”. E ci ha lasciato pagare senza problemi». Così come è accaduto al negozio “Rg supermarket” di Forte e all’Eurospin di Querceta. Da dove la “spesa” è stata fatta senza una parola da parte di chi era alla cassa. Stesso esito per Pam e Conad (alla Migliarina) di Viareggio, dove nessuno ha fatto caso alla ragazzina “armata” di bottiglie ad alta gradazione.

I giorni scelti per l’inchiesta non sono stati quelli del pienone da fine settimana estiva - è opportuno precisarlo - ed anche gli orari (ci sono gli scontrini a testimoniarlo) non erano di quelli di punta.

Risultato finale: su otto supermercati visitati dalle liceali, sei hanno venduto alcolici a minorenni. Non era andata poi tanto diversamente nel 2009, quando - quella volta era fine agosto - l’estate della movida versiliese era stata particolarmente “calda”. Sette su nove i supermercati che avevano venduto alcol ad un ragazzino di appena quattordici anni, volto e fisico che non lasciavano immaginare il superamento dei 16 anni, limite dell’ordinanza sindacale. In quel caso il giovanissimo “inviato” non aveva superato lo sbarramento Esselunga, mentre diversi altri supermercati nel territorio comunale di Viareggio avevano lasciato correre, disattendendo al provvedimento del sindaco, firmato sulla scia di quanto deciso a Milano.

Vodka, rum, birre: chi più ne ha più ne metta. Alla fine, con gli acquisti delle stagiste del “Tirreno”, poteva essere organizzata una super festa alcolica. Con sbronza garantita e favorita da adulti distratti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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