Sicurezza
Idillio terminato tra la Marina dei locali ed il sindaco Betti
Un comunicato del Consorzio Friendly Versilia annuncia: stop alle serate preventivate a causa dei costi insostenibili
TORRE DEL LAGO. La “luna di miele” tra il sindaco Leonardo Betti ed i commercianti della Marina è già andata in frantumi, appena dieci giorni dopo la Gay parade. «Comunichiamo che il Consorzio Friendly Versilia, di intesa con i locali organizzatori dei dodici eventi programmati sulla Marina di Torre del Lago nei mesi di luglio ed agosto, ha deciso di non procedere ulteriormente alla organizzazione di questi eventi a causa dei costi insostenibili, che complessivamente ammontano a circa 120mila euro». Così la nota diffusa ieri dal Consorzio presieduto da Regina Satariano. Eppure le due serate iniziali non erano andata male. Anche se il 6 luglio qualche “buco” nella adesione alle prescrizioni del Parco era stato rilevato - spiega il presidente, Fabrizio Manfredi - «sull’ultimo sabato, invece, i controlli dell’Ente non ha rilevato alcunché». Via libera, dunque. Se non fosse - spiega ancora il comunicato diffuso nel pomeriggio di ieri - che «ci si aspettava una attenzione diversa da parte della nuova amministrazione comunale e una consapevolezza più forte della crisi che ha attanagliato e colpisce ancora la Marina, dopo i sequestri disposti dall'Autorità giudiziaria alla fine dell'estate 2011 e il conseguente crollo verticale degli afflussi turistici nell'estate 2012. Il rilancio della Marina non può passare dal sacrificio insostenibile degli imprenditori che hanno personalmente creduto in questo percorso. Prendiamo atto che i tempi di realizzazione delle promesse spese dalla nuova amministrazione all'atto dell'insediamento non collimano coi tempi dell'economia e dei flussi turistici, per ragioni che sinceramente non comprendiamo».
Una ultima considerazione, aggiunge il comunicato: «In tempi così difficili per trovare occupazione, avremo 35 posti di lavoro in meno, senza contare l'indotto alberghiero ed extra-alberghiero, che cominciava a dare i primi segnali di ripresa. E senza contare che senza questi eventi molte delle nostre aziende sono condannate inevitabilmente al fallimento».
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