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Versilia

Sul bus autista picchiato da un passeggero

Sul bus autista picchiato da un passeggero

L’uomo era salito a Pisa senza biglietto. Colluttazione a bordo, i dipendenti Lazzi chiedono sicurezza

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VIAREGGIO. Domenica nelle prime ore del pomeriggio in piazza D'Azeglio un autista della Lazzi è stato aggredito da uno straniero che si trovava a bordo dell’autobus arrivato a Viareggio da Pisa. L’uomo che si è reso protagonista della vicenda - raccontano i colleghi dell’autista aggredito - era salito a Pisa sul bus diretto a Viareggio. Alla partenza l'autista ha chiesto se il passeggero avesse il biglietto: la risposta è stata negativa. Di farlo a bordo neanche a pensarci, perché l’uomo aveva solo 3 euro invece dei 3,50 necessari. Il viaggio è comunque iniziato, con l’autista che ha fatto presente come - una volta arrivato a destinazione - avrebbe dovuto comunque acquistare il titolo di viaggio alla biglietteria del capolinea viareggino.

Arrivato in piazza D'Azeglio, l’autista si è assicurato che lo straniero andasse in biglietteria facendogli lasciare sul bus le sue mercanzie. Al ritorno dell’uomo si è fatto consegnare il biglietto e ha preso la penna per scrivere sopra la data, l'orario e la firma. Così da rendere inutilizzabile il biglietto.

A questo punto - così il racconto degli altri autisti - «il passeggero ha prima strappato di mano il biglietto al conducente, poi lo ha preso per il collo facendogli cadere gli occhiali da sole che indossava. In quel momento sopraggiungeva un altro collega della Lazzi che vedendo la scena è prontamente sceso dal suo bus accorrendo in aiuto del primo autista in difficoltà, prendendo per un piede l'energumeno e tirandolo verso le scalette della porta anteriore. Appena a terra, l’uomo ha sferrato un cazzotto nel viso sia al primo che al secondo collega fuggendo poi in direzione giardini D'Azeglio. La polizia seguendo le indicazioni dei presenti, ha acciuffato il fuggitivo nei pressi della stazione ferroviaria».

Gli autisti si sono fatti medicare al Pronto soccorso del Versilia. «Attendiamo - così si conclude il racconto del movimentato pomeriggio - una forte e decisa presa di posizione da parte della nostra azienda e dei nostri sindacati, perchè ogni giorno siamo costretti a vivere queste situazioni (i verificatori in primis). Siamo a lavorare: non siamo in trincea». (d.f.)

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