Il Tirreno

Versilia

Muore di infezione dopo l’incidente

di Donatella Francesconi
Muore di infezione dopo l’incidente

Fabio Giordani, 28 anni, era ricoverato nel reparto di rianimazione del Versilia per un trauma toracico subito un mese fa

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VIAREGGIO. La musica, il Carnevale, le feste, ed il mare solcato a bordo del peschereccio del padre: così la sua pagina Facebook racconta un giovane uomo neppure trentenne, Fabio Giordani, che da domenica notte non c’è più.

Sposato di recente, Fabio, 28 anni, aveva avuto la gioia immensa del piccolo Mattia. Gioia che ha potuto dividere con la moglie, Eleonora Mancini, solo per quattro giorni. Perché il 14 giugno, di ritorno dall’ospedale Versilia dove il 10 era venuto al mondo il primo figlio, Giordani è rimasto vittima di un grave incidente stradale, avvenuto a Lido.

Il trauma toracico subìto nell’urto contro un palo è stato grave, ma non tanto da far considerare il giovane padre in pericolo di vita. Eppure - quando sembrava che Fabio potesse lasciare il reparto di rianimazione dove era tenuto in coma farmacologico - ci s’è messo di mezzo un batterio-killer che sta causando da qualche anno un vero e proprio allarme negli ospedali di tutto il mondo: la Klebisella.

Come sono trascorsi i giorni che Giordani ha passato in ospedale, lo raccontano ancora le pagine Facebook di amici e familiari. Il 7 luglio, il padre Marco lancia addirittura un appello per chiedere aiuto alla Rete: «Ciao ragazzi, mio figlio circa 20 giorni fa ha avuto un gravissimo incidente e da allora è ricoverato nel reparto di rianimazione dell'ospedale Versilia. A parte le patologie legate al trauma, ha anche contratto un virus dei più infami che si possano trovare. Mi chiedevo se per caso qualcuno di voi conoscesse nella propria città un infettivologo bravo a cui rivolgersi per un consulto». Il pescatore viareggino chiedeva di essere contattato nel caso qualcuno avesse avuto lo spunto, il nominativo, il contatto che potesse risultare utile a salvare il suo ragazzo. Per il quale amici e familiari hanno fatto il “tifo” per giorni, alternandosi per sostenerlo. Senza perdere la speranza che potesse farcela.

Perché Fabio ha combattuto - sono gli stessi medici a raccontarlo - con tutte le forze che la malattia gli aveva lasciato. Tanto che le cure erano riuscite a debellare il batterio dai polmoni, ma non dal sangue. E la morte s’è presa Fabio prima che la cura, difficile perché il batterio resiste agli antibiotici, riuscisse a scoccare anche l’ultimo colpo all’infezione che aveva causato febbri altissime.

«L’infezione che lo ha colpito mentre sembrava che il peggio fosse passato - raccontano i parenti - ha complicato ulteriormente il quadro clinico. Fino a che la situazione si è aggravata sabato, quando i medici ci hanno avvertito che la situazione purtroppo si era fatta molto preoccupante».

Al punto che il cuore di Giordani ha ceduto nella tarda serata di sabato, ad un mese dall’incidente in scooter.

Fabio, è ancora il racconto dei familiari, «era un ragazzo pieno di vita, che è sempre stato in mare. Lavorava con il padre su un peschereccio e abitava con la famiglia in via dei Pescatori in Darsena, fino a che non si era sposato nel novembre scorso, ed era andato a vivere a Pietrasanta, città di origine della moglie».

Tra le sue grandi passioni c’era la musica e l’hobby del dj che lo portava ad essere protagonista come “Dj Ovo” alle feste con i tanti amici. Feste testimoniate dall’allegria dlele foto su Facebook.

La morte di Fabio lascia nel dolore più profondo, oltre allamoglie, i genitori, Liliana e Marco e la sorella Milena, anche lei appassionata di musica La data del funerale a ieri non era stata ancora fissata: un manifesto funebre della Croce Verde, fatto affiggere in città dai familiari, annuncia il decesso riportando la frase “Un Angelo salito in cielo”. Segno tangibile dell’amore che Fabio ha lasciato in chi l’ha conosciuto.

(ha collaborato Roy Lepore)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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