Gioco
Tutte le mostre d’arte che impreziosiscono l’estate della Versilia
Un’offerta vastissima e ricca di suggestioni da Viareggio a Forte dei Marmi, da Pietrasanta a Seravezza
VIAREGGIO. L'estate brulica d'arte. Decine sono gli eventi da segnalare. Camminando da Seravezza a Massarosa, da Pietrasanta a Viareggio, ci si imbatte in una movida fantastica con artisti viventi e non che accompagnano in una radiosa "grande bellezza" (dall'omonimo film di Sorrentino) dopo la quale ci si sente ebbri, felici, conquistati. Con la voglia di comprare e portare a casa almeno un pezzo di pittura, scultura, grafica. Questo è il problema per l'arte. Ci si afferma se i privati fanno collezioni. Riusciranno tutte le grandi gallerie della riviera a vendere delle opere? La crisi è pesante, ma l'ottimismo deve regnare. Segnaliamo ciò che c'è, poiché l'offerta è vastissima e ricca di suggestioni.
A Massarosa Alberto Magnolfi raduna alla Brilla decine d'artisti d'avanguardia. Tra i nomi, Clet Abrahams che riposiziona, con gesto d'impatto, i banali cartelli stradali, Paolo Pelosini che si inventa cani d'accaio di forte presa, Giovanni Raffaelli e le sue delicate magiche ricomposizioni di figure e pitture, Stefano Pilato con la gigantesca e luminosa madre delle razze. Si esce dalla Brilla come da un' esposizione di Zurigo. Anche Sgarbi anni fa ne rimase garbato, lui che di modernità vuole mai sentir parlare e sui moderni sproposita. Un'attenzione alla sala di Lorenzo d'Andrea dedicata al jazz di Miles Davis. Elettrizzante.
A Torre del Lago nel magnifico "augusteo" dedicato a Giacomo Puccini, Marino Consani, pittore e colto, espone grandissimi blu di laghi e cieli. È un incanto del colore. Paiono monocromi, ma a studiarli dentro ricorrono le cento atmosfere del paesaggio e del tempo.
A Viareggio due punti obbligati: la Gamc e la fondazione Matteucci. Alla Gamc, grazie alla testardaggine del "padrino" Giovanni Pieraccini, s'è allocata una mostra di grafica puntuale e fornita. C'è da rimanere stupefatti da opere di Becon, Fontana, Burri, Kounellis, una davvero bella è di Cucchi, uno dei leader della "trasavanguardia". La direttrice, Alessandra Belluomini Pucci, sempre appassionata, sempre perspicace, accompagna nei saloni della nascente scuola di grafica e già la vede frequentata e vitale. Visto i magri tempi che corrono le servirà la profezia.
Al "centro Matteucci" un evento ben pubblicizzato e ben meritevole. C'è la mostra della secessione romana, coi campioni del secolo: Boccioni, Carrà, Soffici, Morandi, De Chirico, Casorati, Sironi. La panoramica, quasi 50 quadri è degnissima. Documenta la resistenza che oppose gli italiani a dilegare sconvolgente di cubisti, dadaisti, astratti (dal 1900 al 1935). Ma il mercato andò altrove; poi li recuperò. Oggi al Matteucci si decanta l'esperienza.
È a Pietrasanta dove però l'arte diviene mondanità e gloria. La Barbara Paci, in piazzetta del Centauro (di Mitoraj) sottolinea Aron Demetz, già confermato in più biennali di Venezia; propone figure in legno truciolate o combuste o sfigurate da colata di resina. Umanizza il bosco, ne trae figure da aggiungere agli elfi, ai trolls, grande gusto e creatività divina. Per Bertozzi e Casoni alla Cardi (con Claudio Poleschi) la fantasia dismisura e rigenera gru, scimmioni, cervi in ceramiche policrome effervescenti nel colore e nelle posture. Vi è poi un fregio vibrante di costellazioni disegnate dalla bava delle lumache. Al centro un omaggio al suicidia Rothko, al suo drammatico destino. Sempre di Poleschi la mostra a palazzo Panichi di Klaus Munch (lo presenta Bruno Corrà) che rievoca in astratto le delizie di Hieronymus Bosch. Raffinata la sua grafica, i carboncini eleganti e medusei. Da Marcorossi c'è Giosetta Fioroni, che propone specchi testimoni di ogni bellezza, di misteri, di fiabe. Da Susanna Orlando si aprezzano le carte di Aldo Mondino, appunti, schizzi, immagini fermate a mano, annotazioni. Mondino fu uno dei più alti rappresentanti dell'arte sperimentale, esistenziale, del fine novecento a Torino e altrove. Dalla Flora Bigai, sensibile, occhiuta, bravissima trova-artisti mostra di Fermariello, un pittore scultore grafico dalla mente spalancata, dalla mano felice.
A Forte dei Marmi si prepara un omaggio a Finotti (villa Bertelli). Lo scultore veronese fa, col marmo, capolavori surreali, oltre la bellezza naturale, oltre ogni richiamo al classico. Ormai lo apprezzano nel mondo e Forte, grazie ad Enrico Mattei, mette Finotti in pole-position.
A Mediceo di Seravezza continua, visitatissima l'esposizione di Maccari messa su da Nemo Galleni e Piero Pananti. E' l'omega di quest'estate che l'arte fa rifulgere; soprattutto che suggerisce itinerari. Non potevano mancare: la "mostra documento" di Lodovico Geirut per il comprensorio dell'Altissimo (opere di Annigoni, Riccardo Tommasi, Ferroni, Renato Santini, Ferdinando Coppola, Ernesto Altemura ecc.); e per chi sciama oltre, la scultura "il sole e la luna" di Lorenzo d'Andrea, appena collocata a Portofino, tra barche miliardarie e ospiti di prestigio. Attesissima la mostra di Giuseppe Biagi, affermato viareggino che, via Bergamo, ha conquistato il nord. Espone da Paola Raffò alla Subbia.
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