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Se gli interessi sono eccessivi è possibile riaverli indietro

Se gli interessi sono eccessivi è possibile riaverli indietro

VIAREGGIO. È possibile riavere indietro gli interessi pagati sul mutuo, se il tasso è così alto da superare la soglia di usura. A dirlo è la Corte di Cassazione in una sentenza pubblicata pochi mesi...

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VIAREGGIO. È possibile riavere indietro gli interessi pagati sul mutuo, se il tasso è così alto da superare la soglia di usura. A dirlo è la Corte di Cassazione in una sentenza pubblicata pochi mesi fa. Un pronunciamento che, di fatto, apre la porta a possibili annullamenti dei contratti con richieste di restituzione degli interessi pagati.

La notizia, che è stata oggetto di un servizio alla trasmissione tv Le Iene, si è diffusa rapidamente grazie anche alle associazioni dei consumatori. E sono tanti, tantissimi gli utenti che si stanno informando per capire se possono vedersi restituire gli interessi pagati sui loro mutui. Bisogna dire, per completezza d’informazione, che le banche stanno ben attente a non superare la soglia di usura. Ma pare che in diversi casi si registrino degli sforamenti: succede, ad esempio, quando si ritarda nel pagamento di una rata e quindi si viene costretti a pagare la mora, che si somma al tasso ordinario. In questo caso il cliente può verificare se ha diritto di chiedere indietro i soldi.

«La Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza 350/2013 - si legge in una nota dell’associazione Adusbef - assesta un ulteriore colpo alla protervia del settore bancario, che ritiene di esercitare il diritto di vita o di morte per gli utenti e i consumatori dei servizi bancari e finanziari. Quando il tasso di mora, le penali e le varie spese messe insieme superano il tasso soglia, stabilito dalla legge antiusura 108/96, anche i mutui diventano usurari e possono essere annullati con le relative procedure giudiziali».

Per determinare l’eventuale tasso di usura - spiegano i legali di Adusbef - bisogna inserire tutte le somme addebitate dalla banca tra spese, penali, interessi di mora e così via. L’ammontare complessivo rappresenta la quota precisa che dovrà determinare il cosiddetto Tasso effettivo globale (Teg). Se questo, e non il tasso ordinario, supera la soglia di usura allora si può chiedere il rimborso, oltre che l’annullamento del contratto.

«Tale situazione - affermano dall’Adusbef - si verifica soprattutto in casi di insolvenza o di ritardati pagamenti, perché a quel punto entrano in azione le penali, che spesso aumentano il carico in maniera sproporzionata sulle spalle della persona che ha contratto il mutuo. È insomma possibile tutelarsi dalle banche nel momento in cui, per problemi di vario genere, si va in difficoltà col pagamento della rata». Per ogni informazione aggiuntiva www.adusbef.it oppure 335 5383426.

Matteo Tuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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