Sicurezza
Finisce in carcere per il bacio a un lattante
LIDO DI CAMAIORE. Un ragazzo di 19 anni, marocchino, bacia un bimbo di un anno, seduto sul seggiolino di un carrello, in un supermercato, in pieno giorno. La mamma del piccolo, che si era distratta...
LIDO DI CAMAIORE. Un ragazzo di 19 anni, marocchino, bacia un bimbo di un anno, seduto sul seggiolino di un carrello, in un supermercato, in pieno giorno. La mamma del piccolo, che si era distratta un attimo per scegliere alcuni prodotti su uno scaffale, se ne accorge e inizia a urlare. Il giovane, spaventato, si allontana in tutta fretta. Una guardia giurata, aiutata dai dipendenti del supermercato, lo ferma e lo trattiene fino all’arrivo dei carabinieri. Che appena giunti sul posto, oltre a prendere in consegna il ragazzo, devono proteggerlo dalla rabbia di alcuni clienti, che lo additano come un pedofilo.
Il marocchino - clandestino, senza fissa dimora - viene portato in caserma, come la madre del piccolo, che racconta di avere visto il ragazzo baciare il figlio sulle labbra. Per l’extracomunitario scattano le manette con un’accusa gravissima: violenza sessuale aggravata.
Entro domani il giudice dovrà convalidare o meno l’arresto, dando una prima risposta all’interrogativo che solleva il racconto di questa brutta storia: quel bacio è stato dato davvero sulle labbra e quindi è stato il raptus di un maniaco sessuale che non merita pietà oppure è stato un gesto - per quanto sconsiderato, improvvido, impudente - di tenerezza nei confronti di un bimbo di pochi mesi? Difficile dire quale risposta sia meglio augurarsi. Se si fosse trattato della violenza di un pedofilo, vorrebbe dire che ormai dobbiamo essere pronti a difenderci dall’orrore in ogni momento e dappertutto; se si fosse trattato di un clamoroso fraintendimento significherebbe che viviamo in un mondo che non sa più distinguere un atto innocente da una violenza imperdonabile.(l.m.)
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