Sicurezza
Commercianti sul piede di guerra per la piazza chiusa
Partita una raccolta di firme: servono soluzioni alternative La protesta: «Gli incassi di giorno sono ridotti del 30-40%»
CAMAIORE. Cosa accade se si blocca l’arteria di una persona? Questa soffoca e muore. E lo stesso - se è concesso un paragone azzardato - accade a una città se si bloccano le “arterie” che tengono in vita l’economia, cioè strade e piazze che permettono di raggiungere negozi e locali.
Questo, in sintesi, il pensiero dei commercianti di Camaiore che hanno iniziato una raccolta firme per chiedere di cambiare le regole sulla chiusura della piazza XXIX maggio. A finire nel mirino il palco montato dall’amministrazione per ospitare gli eventi estivi e che spezza in due la viabilità camaiorese. «Noi vogliamo che la città viva e per questo gli eventi sono benvenuti - sintetizza il proprietario dell’agraria Pardini - ma le promesse fatte durante gli incontri con i commercianti erano altre e prevedevano una chiusura solo serale di metà della piazza. Così ci viene impedito di lavorare: io personalmente sto perdendo 400 euro di incassi al giorno e di pomeriggio ho già messo a casa due dipendenti».
A far partire l’idea di una raccolta firme sono stati i gestori della tabaccheria Matteucci di via Battisti (in effetti questa è una delle strade più penalizzate dalla presenza del palco, assieme alla via XX settembre). «Io ero contento per gli eventi - spiega il titolare - e quindi la prima sera sono rimasto aperto. Il mio incasso? Due euro e mezzo. E poi bisogna considerare le perdite di introiti durante il giorno: io ho registrato il 30-40% in meno. Secondo me la manifestazione doveva essere ospitata allo stadio oppure in piazza San Bernardino».
La petizione partita da via Cesare Battisti ha presto raccolto diverse adesioni. A firmarla sono stati diversi negozi della piazza XXIX maggio come l’edicola, Fruttolo e la caroleria Marsili. E poi la pescheria di piazza e i ristoranti Nabira e Centro Storico. Tra le firme anche quelle dell’agraria Pardini sempre nella piazza XXIX maggio. «Il Festival è bello e porta tanta gente - spiega - ma alla fine a lavorare sono solo i ristoranti e i bar della piazza. E gli altri cosa devono fare? Per i clienti non c’è parcheggio e i camion non possono scaricare le merci quando chiudono la via Fossetta. Se l’evento fosse durato una settimana avrei potuto capirlo, ma un mese è tanto». Il titolare del negozio ricorda anche all’amministrazione che le promesse all’inizio erano diverse.
«Ora servono altre soluzioni alternative - spiegano i negozianti - anche in vista della manifestazione Camaiore d’altri tempi. L’economia di un paese non può fermarsi per un’estate intera».
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