Il Tirreno

Versilia

Scarichi abusivi: «Carli vada a processo»

di Matteo Tuccini
Scarichi abusivi: «Carli vada a processo»

Il presidente dell’Henraux nel mirino della Procura per la vicenda della marmettola che ha inquinato il rio Bonazzera

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QUERCETA. Paolo Carli, 54 anni, presidente del colosso del marmo Henraux, finisce nel mirino della Procura. Il pubblico ministero Cinzia Rugani, infatti, chiede il rinvio a giudizio dell’imprenditore per la vicenda degli scarichi industriali abusivi nelle fognature e nel canale Bonazzera. Su cui - come ha raccontato Il Tirreno - era stata aperta un’indagine nel febbraio scorso da parte delle polizie municipali di Seravezza e Pietrasanta (la zona è al confine tra i due Comuni).

Secondo gli inquirenti Carli, in quanto legale rappresentante dell’Henraux, avrebbe violato le norme sull’ambiente. In pratica, l’accusa si basa su due aspetti. Il primo riguarda gli scarichi nelle fognature di reflui industriali dello stabilimento di Querceta. Secondo gli inquirenti erano illegali, perché l’autorizzazione del Comune che consentiva questa pratica, concessa nel 2005, era scaduta nel 2009 e non era stata rinnovata. Sempre secondo l’accusa, questi scarichi non autorizzati sono andati avanti fino al marzo scorso.

L’altro punto che viene contestato a Carli è la marmettola finita nel rio Bonazzera attraverso la condotta d’acqua lungo l’Aurelia (di proprietà dell’Anas) di fronte al cimitero di Querceta. Un inquinamento che fu segnalato da alcuni cittadini agli inizi del febbraio scorso, e che fece scattare le indagini delle polizie municipali di Pietrasanta e Seravezza, della polizia provinciale e dell’Arpat. E al termine di questa inchiesta è emerso che tra i responsabili dello sversamento di marmettola - sempre secondo gli inquirenti - ci sarebbe l’Henraux.

Il Bonazzera, purtroppo, non è nuovo a queste vicende: si dice che chi abita in zona si sia abituato a scrutarne l’immagine biancastra. Si tratta di uno dei rivoli che più sono stati passati al setaccio dagli analisti dell’Arpat. Basta passare in rassegna l’agenda degli interventi dell’Agenzia regionale di tutela ambientale per notare che la marmettola in quelle acque non è un caso eccezionale: accadde nel 2008, poi nel 2010 e appunto nel febbraio di quest’anno.

Tutto ciò non vuol dire, ovviamente, che si debba fare buon viso a cattivo gioco. E difatti i vigili urbani si sono messi al lavoro anche stavolta. All’inizio si parlò di liquami, ma sul fatto che fosse marmettola - il residuo della lavorazione del marmo - c’erano pochi dubbi. Nel corso dei mesi sono stati fatti i campionamenti dell’acqua del canale e i controlli nelle aziende del marmo, che in zona sono parecchie. Anche l’Henraux fu visitata dagli agenti delle polizie municipali. L’inchiesta, insomma, è andata avanti e ha portato la Procura ad aprire un fascicolo e poi alla richiesta del processo. Nella storia dell’Henraux non è il primo caso del genere: nel 1998 il pretore giudicò l'azienda responsabile dello sversamento di marmettola nella rete fognaria a Querceta e da qui nel rio Bonazzera. L’episodio risaliva al dicembre del 1995. A essere condannato fu l’allora presidente Domenico Natali, che si vide infliggere 40 milioni di lire di ammenda e un anno di incapacità a contrarre con la pubblica amministrazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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