Attenzione
Puccini, scoppia il caro-biglietti
Ghigo Gemignani: «Prezzi troppo alti: così i giovani non si avvicinano all’opera»
VIAREGGIO. Stagione operistica troppo cara per i giovani. A sollevare il caso è stato ieri Federigo Gemignani, un passato da ex sindaco di Viareggio e più in generale da amministratore pubblico nonché grande appassionato di musica lirica. Nel corso della presentazione del suo libro «La musica seria a Viareggio», sollecitato dalle domande di Stefano Pasquinucci, dal salotto letterario del bagno Nettuno Gemignani ha sottolineato come uno dei motivi per i quali le giovani generazioni non si avvicinano all’opera sia proprio dovuto al “caro biglietti”. «Per uno spettacolo al Festival Puccini nelle prime file - ha polemizzato Gemignani - si spendono cifre superiori ai cento euro. E i prezzi sono troppo alti anche negli altri settori. Questo impedisce ai giovani di poter accedere alla musica di qualità come quella proposta dal Festival».
Sull’argomento ha replicato Franco Moretti, direttore generale del Festival, anche lui presente a «Un mercoledì da lettori». «Purtroppo, con i contributi pubblici che diminuiscono ogni anno, per poter finanziare il Festival un ruolo sempre più importante devono ricoprirlo le entrate dal botteghino. Dal 2008, però, non abbiamo più rialzato i prezzi che, anzi, per i posti più cari sono semmai diminuiti. Inoltre vi sono una serie di agevolazioni finalizzate proprio ad avvicinare i giovani al mondo della lirica: dai biglietti ad un euro per gli under 17 agli abbonamenti che permettono di poter vedere un’opera gratis».
Moretti ha invece sollevato un altro problema in qualche modo legato alla fruibilità: «Da quest’anno si potrà arrivare al Festival con un mezzo pubblico - ha spiegato - ma per poter tornare a casa bisognerà spendere 35 euro di taxi. Forse bisognerebbe riflettere anche su questo...» (cla.ve.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
