Il Tirreno

Versilia

Gli rubano il computer col romanzo appena finito

di Claudio Vecoli
Gli rubano il computer col romanzo appena finito

Brutta avventura per Sergio Vannucchi, scrittore di gialli e bagnino dell’Oceano: «Devo presentarlo il 24 luglio e così l’ho dovuto riscrivere in nove giorni»

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VIAREGGIO. Gli sono entrati nella sua abitazione di via Baracca al Campo d’Aviazione qualche giorno fa. Forzando una finestra e portando via quello che, di più o meno prezioso, sono riusciti a trovare dentro casa. Così hanno arraffato una piccola somma di denaro, qualche capo di abbigliameno e un computer portatile. Un furto come tanti altri, quello che ha avuto come vittima Sergio Vannucchi, conosciutissimo bagnino e titolare del bagno Oceano, in Passeggiata a Viareggio, nonché scrittore di libri gialli per diletto. Se non fosse che fra gli oggetti di cui i ladri si sono impossessati c'era anche l'ultimo poliziesco che aveva appena finito di scrivere, contenuto appunto all'interno del pc che custodiva nella sua abitazione. E così, per non sforare i tempi di consegna del libro, si è dovuto chiudere in casa per nove giorni e riscriverlo quasi da capo. Riuscendo però a finire La resa dei conti - questo il titolo del volume pubblicato da Pezzini editore – giusto in tempo per darlo alle stampe e poter rispettare la data di presentazione del romanzo.

A raccontare l'episodio è stato lo stesso Sergio Vannucchi ieri pomeriggio, nel corso del secondo appuntamento di “Un mercoledì da lettori”, il salotto letterario del bagno Nettuno di Viareggio all'interno del quale il romanzo sarà presentato in anteprima il prossimo 24 luglio. Al microfono del conduttore degli incontri, Stefano Pasquinucci, Vannucchi ha svelato la brutta avventura di cui è stato protagonista e il travagliatissimo parto che ha poi portato all'uscita del romanzo.

«Quando mi sono reso conto che i ladri erano entrati in casa e mi avevano portato via le mie cose – ha poi raccontato Vannucchi a margine dell'incontro – sono stato assalito da un moto di rabbia. Solo qualche istante più tardi, però, mi sono reso conto che fra gli oggetti che mi avevano rubato c'era anche il romanzo che avevo appena finito di scrivere e che avrei dovuto dare alle stampe in vista della presentazione in programma fra quindici giorni. E a quel punto mi sono sentito crollare il mondo addosso, anche perché nel frattempo avevo cominciato a lavorare al bagno».

Dopo un attimo di comprensibile smarrimento, però, Vannucchi ha deciso di prendere il toro per le corna. E per nove giorni si è chiuso in casa da solo ed ha riscritto il romanzo. «Fortunatamente non l'ho dovuto rifare di sana pianta – ha aggiunto il bagnino-scrittore - perché mi ero stampato una bozza cartacea delle prime 116 pagine che ho solo dovuto ribattere. Però tutto il resto (il romanzo è di 280 pagine, ndr) sono stato costretto a riscriverlo. Anche se, per fortuna, mi ricordavo dettagliatamente trama e struttura portante».

Naturalmente in quei nove giorni Vannucchi non c'è stato per niente e per nessuno. «Mi sono rinchiuso in casa – ha raccontato ancora – e ho perso i contatti con il mondo. Mi sono fermato giusto per dormire qualche ora e per mangiare qualcosa di quando in quando. Ma alla fine ce l'ho fatta e il libro sarà pronto per l'uscita del 24 luglio».

Per scrivere anche l'ultimo lieto fine, Vannucchi – da buon scrittore di gialli – dovrebbe scoprire anche i colpevoli del furto e assicurarli alla giustizia. «Ma quello avviene solo nei romanzi. La realtà, ahinoi, è tutta un'altra cosa...»

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